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Due anni di Milano Welcome Center: in sette mesi del 2026 superati i 13mila accessi, più di tutto il 2025

Nella sede di via Sammartini persone in arrivo da 120 Paesi. Con il compleanno arriva anche il giardino riqualificato, con orti e tavoli accessibili alle carrozzine

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Il Milano Welcome Center, attivo da luglio 2024 al civico 75 di via Sammartini, ha festeggiato martedì 23 settembre il secondo compleanno diffondendo i propri numeri. Nel 2025 la struttura, che riunisce in un unico luogo i servizi comunali destinati a persone migranti e rifugiate, ha registrato oltre 12.100 accessi fisici. Il dato che pesa di più, però, riguarda l'anno in corso: tra gennaio e luglio gli accessi hanno toccato quota 13mila, superando già il totale dei dodici mesi precedenti.


"Strumenti per l'inclusione, la coesione e l'integrazione sociale"


Per l'assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé la crescita conferma la validità della scelta. "La tendenza in significativa crescita evidenziata dai numeri ci dimostra l'importanza e l'utilità di una struttura che non ha eguali in Italia", ha affermato. "In una città che storicamente ha sempre attirato persone da fuori, è fondamentale immaginare strumenti per la loro inclusione, per favorire quella coesione sociale che non si costruisce alzando barricate, ma integrando le diversità".


L'assessore ha poi elencato le richieste che arrivano allo sportello: "Gli uomini e le donne incontrati al Milano Welcome Center hanno potuto avere un sostegno per orientarsi meglio tra i tanti servizi disponibili in città o per uscire da una condizione di precarietà, per imparare la nostra lingua, chiedere un ricongiungimento familiare, allontanarsi dalla strada e acquisire consapevolezza dei propri diritti: opportunità che aiutano le persone a uscire dall'ombra e le sostengono nel percorso verso un'integrazione reale e concreta".


I beneficiari e le richieste


La fotografia del 2025 restituisce un utilizzo tutt'altro che occasionale. Gli accessi senza appuntamento sono stati 7.241, circa il sessanta per cento del totale. I beneficiari unici registrati nell'arco dell'anno ammontano a 8.302, di cui 7.290 al primo contatto con la struttura. Quasi la metà di chi si è rivolto al centro vi è poi tornata nel tempo per servizi differenti e complementari, segnale di un rapporto che si prolunga oltre la singola pratica. I Paesi di provenienza sono stati circa 120.


Tra gli sportelli più sollecitati compare quello per il ricongiungimento familiare, con 1.591 beneficiari unici e 5.698 accessi. Seguono la consulenza giuridica, richiesta da 1.545 persone, e l'orientamento ai corsi di lingua italiana, con 1.066 beneficiari.


Il giardino diventa parte del percorso educativo


L'anniversario ha coinciso con l'inaugurazione degli spazi esterni riqualificati. Il verde intorno alla struttura ospita ora nuovi orti, due panchine in legno e quattro tavoli da picnic progettati per essere utilizzabili anche da chi si muove in carrozzina. L'area è pensata come prolungamento del lavoro educativo e relazionale, in particolare per i beneficiari del progetto SAI, la rete di seconda accoglienza per rifugiati finanziata dal Ministero dell'Interno e gestita dai Comuni. Lo spazio servirà anche agli operatori, che potranno condurvi colloqui informali con le persone seguite, e resterà aperto agli abitanti del quartiere in occasione di eventi di socialità.


Gestori e finanziatori


I lavori sul verde sono stati finanziati con risorse donate da La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. La gestione è affidata al Comune di Milano insieme agli enti del Terzo settore firmatari di un patto di collaborazione: Spazio Aperto Servizi, Amapola e Farsi Prossimo.


Il centro nel suo complesso si regge sul Fondo Nazionale Politiche Migratorie e su tre progetti FAMI, "Conoscere per Integrarsi 2", "Lab'Impact 2" e "ARCO - Accessibilità Rafforzamento Capacitazione Orientamento". I servizi sono gestiti in co-progettazione dal Comune con Spazio Aperto Servizi, Amapola, Farsi Prossimo e Progetto Integrazione.




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