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E’ scontro politico sul caso del poliziotto fermato per l’omicidio del pusher a Rogoredo. Il Questore Megale: “Nessuno sconto per le mele marce”

Megale invoca tolleranza zero, indagini serrate e scontro politico tra governo e opposizioni.

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Svolta nell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta il 26 gennaio a Rogoredo, a Milano. L’assistente capo della Polizia di Stato Carmelo Cinturrino, in servizio al commissariato Mecenate, è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario per la morte di Abderrahim Mansouri. Il provvedimento è stato eseguito lunedì 23 febbraio nel parcheggio del commissariato, prima dell’inizio del turno.

La decisione arriva dopo l’emersione di elementi investigativi ritenuti decisivi dalla Squadra mobile della Questura di Milano, coordinata dal procuratore capo Marcello Viola e dal pubblico ministero Giovanni Tarzia.

Il questore Megale: “Nessuno sconto, dobbiamo eliminare le mele marce”

Durante una conferenza stampa, il questore Bruno Megale ha ribadito la linea della massima trasparenza. “Non possiamo permetterci difese corporative. Il nostro dovere è garantire legalità e credibilità dell’istituzione”, ha dichiarato. Megale ha parlato apertamente della necessità di “contrastare eventuali comportamenti devianti all’interno del corpo”, sottolineando che la Polizia dispone degli strumenti per individuare e correggere eventuali errori. È stata inoltre avviata un’attività ispettiva interna per verificare possibili criticità pregresse. “Non faremo sconti a nessuno – ha aggiunto – perché la fiducia dei cittadini si fonda anche sulla nostra capacità di autocritica”.

Il procuratore Viola: “Indagini rigorose ma con amarezza”

Il procuratore capo Marcello Viola ha definito l’operazione investigativa “accurata e completa”, ma ha anche espresso “un sentimento di amarezza” per il coinvolgimento di un appartenente alle forze dell’ordine. Secondo la Procura, fin dalle prime fasi dell’indagine erano emerse incongruenze nella ricostruzione dei fatti. Gli investigatori hanno approfondito la vicenda attraverso perizie tecniche, esami biologici e balistici, ricostruendo una dinamica diversa da quella inizialmente ipotizzata.

Il caso accende lo scontro politico

L’arresto ha riaperto un duro confronto politico. Il vicepremier Matteo Salvini ha ribadito la sua posizione di sostegno alle forze dell’ordine, sottolineando che chi sbaglia deve pagare, ma senza generalizzare. “La stragrande maggioranza degli agenti rischia la vita per la sicurezza di tutti”, ha dichiarato.

Di segno opposto la posizione del deputato Angelo Bonelli, che accusa il governo di aver difeso troppo rapidamente l’operato dell’agente e di aver attaccato i magistrati. Bonelli chiede scuse ufficiali, sostenendo che la vicenda dimostrerebbe la pericolosità di una narrazione politica affrettata.

Nel confronto politico si inserisce anche il tema del degrado nell’area di Rogoredo. Il deputato leghista Fabrizio Cecchetti ha criticato l’amministrazione milanese, accusandola di aver sottovalutato il problema negli ultimi anni. Secondo Cecchetti, le misure introdotte negli anni passati – dai controlli rafforzati ai presidi di sicurezza – dimostrerebbero la necessità di un intervento strutturale e continuo per contrastare spaccio e criminalità nella zona.

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