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Economia lombarda a due velocità: export a 167 miliardi ma credito alle PMI crollato del 24% in 5 anni

Il Secondo Focus 2026 di CNA Lombardia fotografa una regione che tiene sui mercati esteri ma soffre internamente

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L’economia lombarda nel 2026 procede a ritmo ridotto. Dopo il forte recupero post-Covid del 2022 (+4,3%), la crescita del PIL regionale si è progressivamente assottigliata: +0,4% nel 2023, +1,2% nel 2024, +0,7% nel 2025. Le proiezioni per il 2026 confermano questo rallentamento con un ulteriore +0,4%, in linea con il dato nazionale. Nel quinquennio 2021-2026 la crescita cumulata del PIL lombardo si attesta al 7,0%, leggermente al di sotto della media italiana del 7,6%.

I consumi seguono una traiettoria analoga: dopo la ripresa del 2022 (+6,5%), il ritmo si è stabilizzato su variazioni contenute, chiudendo il 2025 a +1,1% e con una previsione per il 2026 ferma a +0,6%. La crescita complessiva dei consumi delle famiglie lombarde nel quinquennio è stimata al 10%, in linea con il dato nazionale.

Gli investimenti chiudono il periodo 2021-2026 con una crescita cumulata del 20,9%, trainata dagli incentivi per la ristrutturazione edilizia e dalle opere del PNRR. Ma la fase espansiva sembra esaurirsi: dopo il -4,4% del 2024 e la parziale ripresa del 2025 (+3,6%), il 2026 si attende a un modesto +1,9%.

L’export regge le tensioni internazionali: 167 miliardi nel 2025

Sul fronte delle esportazioni il quadro è più confortante. Nel 2025 l’export lombardo raggiunge i 167 miliardi di euro, con una crescita del 22,4% rispetto al 2021 e un +1,8% rispetto al 2024, nonostante le tensioni commerciali internazionali. Il comparto agroalimentare guida la crescita (+8,0%), mentre registrano flessioni il sistema casa (-2,6%) e metallurgia e metalli (-0,6%).

A livello territoriale, le performance migliori nel 2025 rispetto al 2024 appartengono a Varese (+21,7%), Lecco (+7,1%) e Monza e Brianza (+7%). In controtendenza Milano (-2,8%), Como (-4,5%) e Lodi (-4,4%).

Il nodo del credito: -24% per le piccole imprese in 5 anni

Il dato che più preoccupa CNA Lombardia riguarda l’accesso al credito per le piccole imprese. Tra il 2021 e il 2025 i finanziamenti complessivi alle imprese lombarde si sono ridotti del 4,6%, con minori erogazioni nette per 9,4 miliardi di euro. Il totale al 31 dicembre 2025 ammonta a 194,1 miliardi. A soffrire maggiormente sono le piccole imprese, che hanno registrato un calo del 24,3% e ricevono oggi solo il 9% dei prestiti netti totali.

Nel 2025, rispetto al 2024, il credito è cresciuto solo a Milano (+5,2%) e Bergamo (+1,5%), mentre è diminuito in tutte le altre province, con i cali più marcati a Lodi (-8,6%), Como (-5,7%) e Brescia (-5,6%).

“Un calo del credito del 24% per le piccole imprese non è una flessione fisiologica, è una vera e propria desertificazione finanziaria”, afferma Giovanni Bozzini, presidente di CNA Lombardia. “L’artigianato lombardo non chiede assistenzialismo, ma un sistema bancario che torni a fare il proprio mestiere”.

Occupazione in crescita ma con forti squilibri territoriali

Nel 2025 la Lombardia conta in media 4,57 milioni di occupati, oltre 234mila in più rispetto al 2021 (+5,4%). Tra il 2024 e il 2025 l’occupazione è cresciuta di quasi 29mila unità (+0,6%), un ritmo di poco inferiore alla media nazionale (+0,8%). I comparti più dinamici sono le costruzioni (+11,2%) e il commercio con servizi ristorativi e alberghieri (+13,7%), mentre l’agricoltura registra una flessione significativa (-15,5%).

Le dinamiche territoriali mostrano però andamenti divergenti: l’occupazione è cresciuta a Milano (+2,2%), Pavia (+2,1%) e Varese (+1,7%), mentre è calata sensibilmente a Monza e Brianza (-3,8%), Lecco (-3,5%) e Cremona (-2%).

Imprese artigiane: 225mila attive ma in calo strutturale

Al 31 marzo 2026 le imprese artigiane lombarde sono 225.614, pari al 27,8% delle imprese attive, quota nettamente superiore alla media nazionale del 24,3%, ma in flessione rispetto al 29,5% del 2021. Nel complesso, tra marzo 2021 e marzo 2026 il numero di imprese attive in Lombardia è sceso di quasi 3mila unità (-0,4%), una contrazione più contenuta rispetto al dato nazionale (-2,9%). L’unica provincia artigiana in crescita è Pavia (+0,2%), mentre le flessioni più marcate si registrano a Como (-4,9%), Lodi (-4,3%) e Lecco (-3,7%).

Inflazione e potere d’acquisto: 4 anni di erosione

Dopo i picchi del 2022 (+7,8%) e del 2023 (+5,5%), l’inflazione si è attenuata pur con una lieve risalita: +1,3% nel 2025, contro +0,8% del 2024. Nel quadriennio 2021-2025 l’aumento cumulato in Lombardia è del 16,2%, con i rincari più pesanti su abitazione, acqua ed energia (+36%), servizi ricettivi e ristorazione (+23%) e alimentari e bevande (+22%). Un’erosione che ha compresso i bilanci delle famiglie e frenato i consumi interni.

“La tenuta del PIL lombardo nel 2026 dipenderà quasi interamente dalla capacità delle imprese di restare competitive sui mercati esteri”, avverte Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia. “Ma senza credito bancario accessibile le nostre PMI rimarranno tagliate fuori dalle transizioni ecologica e digitale in atto”.

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