EICMA occupa per la prima volta dieci padiglioni a Rho, Bozzetti: “Milano punto d’incontro dell’industria mondiale delle due ruote”
Il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti alla presentazione dell’edizione 2026. Tra gli strumenti annunciati My Fair Plus, per portare i visitatori oltre i confini del quartiere di Rho
L’edizione 2026 di EICMA segna un primato: per la prima volta la rassegna occuperà dieci padiglioni del quartiere fieristico di Rho, per una superficie complessiva che supera i 300mila metri quadrati. Si tratta della manifestazione più estesa mai ospitata da quando l’Esposizione internazionale delle due ruote si tiene a Fiera Milano Rho. L’ottantatreesima edizione, in calendario dal 3 all’8 novembre, è stata presentata a Palazzo Lombardia alla presenza del presidente della Regione Attilio Fontana.
Tra le novità annunciate figura “Speed Legends”, esposizione dedicata alla storia della MotoGP che ripercorre l’evoluzione del motociclismo da competizione. L’edizione si presenta con il claim “Always the first time. Ogni anno, una scoperta”, formula che insiste sulla capacità della rassegna di rinnovare a ogni appuntamento l’effetto sorpresa per chi la frequenta.
Oltre 750 espositori da 52 Paesi e le ricadute per le imprese italiane
Saranno 754 le aziende espositrici provenienti da 52 nazioni, per un totale di 2.120 marchi rappresentati. Una concentrazione che conferma il ruolo della Lombardia come luogo di incontro per il comparto motociclistico internazionale, tanto sul versante industriale quanto su quello del pubblico.
Lo spazio espositivo aggiuntivo si traduce in maggiore visibilità per le aziende nazionali, chiamate a mettere in mostra gli elementi che ne definiscono il profilo sui mercati esteri: qualità manifatturiera, competenze tecniche, progettazione e capacità innovativa. In una fase segnata da incertezze sul piano internazionale, osserva il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, poter incontrare in un’unica sede operatori, distributori e interlocutori provenienti da aree geografiche differenti rappresenta un vantaggio concreto, che pesa in modo particolare per le realtà di dimensioni contenute lungo la filiera.
Fontana: “Le imprese investono dove le cose funzionano”
Per il presidente della Regione manifestazioni di questa scala incidono sulla reputazione internazionale del territorio. Il riferimento è anche all’esperienza dei Giochi invernali di Milano Cortina: quando i grandi eventi riescono, ha osservato Fontana, il risultato si traduce in credibilità, e la credibilità attrae capitali. Sul ruolo delle fiere il presidente ha rivendicato una linea di continuità: restano lo strumento attraverso cui conoscere direttamente i prodotti, incontrare le aziende e costruire relazioni commerciali. Da qui l’impegno regionale a sostenere la partecipazione delle piccole e medie imprese alle rassegne di settore.
Il doppio pubblico: operatori e appassionati
La funzione di una fiera, secondo Bozzetti, si misura nella capacità di accorciare la distanza tra imprese e mercati, generando relazioni commerciali e dando visibilità alle novità tecnologiche. EICMA aggiunge a questo meccanismo un elemento che non tutte le manifestazioni possiedono: il contatto diretto con gli appassionati, che possono osservare e provare i prodotti, informarsi sulle soluzioni tecniche e incontrare chi lavora nel settore. Un passaggio che restituisce valore anche agli espositori, perché consente di raccogliere indicazioni sulle aspettative e sulle esigenze di mobilità che stanno emergendo.
Gli investimenti sul quartiere fieristico
Per Fondazione Fiera Milano sostenere questa crescita comporta interventi sulla struttura di Rho, chiamata a ospitare rassegne nelle quali esposizione commerciale, attività di business ed esperienze dal vivo si sovrappongono. L’arrivo di imprese, professionisti e visitatori internazionali genera ricadute che si estendono all’ospitalità alberghiera, alla ristorazione, al sistema dei trasporti e ai servizi cittadini.
My Fair Plus, la fiera che esce dai padiglioni
Il legame tra manifestazioni ed economia urbana è al centro di un progetto specifico, denominato My Fair Plus, con cui la Fondazione punta a prolungare l’esperienza del visitatore oltre il perimetro espositivo, orientandolo verso l’offerta culturale e le opportunità del territorio. In questo modo, conclude Bozzetti, la dimensione internazionale delle rassegne si converte in valore per il Made in Italy, per Milano e per l’intera regione.