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Electrolux e BCS, oltre 700 posti di lavoro a rischio. I sindacati assediano il Pirellone: “Ritirare il piano di licenziamenti o sarà scontro”

Giovedì 11 giugno, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, si è svolto il presidio delle federazioni metalmeccaniche di Cgil, Cisl e Uil a difesa degli oltre 700 posti di lavoro a rischio tra i siti di Solaro, Abbiategrasso e Cusago. I rappresentanti dei lavoratori sono poi entrati a Palazzo Pirelli per partecipare alle audizioni […]

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Giovedì 11 giugno, davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, si è svolto il presidio delle federazioni metalmeccaniche di Cgil, Cisl e Uil a difesa degli oltre 700 posti di lavoro a rischio tra i siti di Solaro, Abbiategrasso e Cusago. I rappresentanti dei lavoratori sono poi entrati a Palazzo Pirelli per partecipare alle audizioni della IV Commissione attività produttive e lavoro, prima per la vertenza Electrolux e poi per quella BCS. Al presidio erano presenti anche i consiglieri regionali Paola Pizzighini (M5S), Onorio Rosati (AVS) e il dem Paolo Romano.

De Palma (Fiom-Cgil): “Electrolux ritiri il piano, poi apriremo il confronto”

Il segretario generale nazionale della Fiom-Cgil Michele De Palma ha attaccato frontalmente il piano industriale della multinazionale svedese, che prevede 1.700 esuberi in tutta Italia, pari al 40% della forza lavoro nazionale. “Electrolux ha una sola scelta da dover fare: ritirare il piano di licenziamenti e aprire un confronto reale con le lavoratrici e con i lavoratori”, ha dichiarato De Palma. “L’azienda ha il segno più davanti e vuol mettere il segno meno davanti alla vita delle lavoratrici e dei lavoratori cancellandone il posto di lavoro”.

Alla domanda su cosa accadrà se il piano non verrà ritirato dopo il nuovo incontro a Roma del 15 giugno, De Palma ha chiamato in causa le istituzioni a tutti i livelli: “Investo nel fatto che la Regione Lombardia, tutte le Regioni coinvolte e il Governo intervengano. Che una multinazionale possa dare uno schiaffo allo Stato italiano sarebbe una dimostrazione di impotenza dello Stato”.

L’appello a Meloni: “Alzi il telefono e convochi l’amministratore delegato”

De Palma ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Chiediamo, se non l’ha fatto, di alzare il telefono da Palazzo Chigi e convocare l’amministratore delegato di Electrolux. Se noi sediamo nel G7, lo dobbiamo a questi lavoratori che stanno lottando per difendere non soltanto il loro lavoro, ma la dignità del Paese”. Il sindacalista ha insistito sulla necessità di fare fronte comune tra Regioni e Governo, evitando divisioni tra stabilimenti e lavoratori che potrebbero indebolire la posizione negoziale.

La voce di chi lavora: “Vecchia per il lavoro, giovane per la pensione”

Tra le testimonianze più forti quella di Rosi Cuomo, delegata Fiom e storica lavoratrice Electrolux: “Questa volta è tosta e fa paura perché credo che l’alta finanza non conosca dignità. Qualcuno mi sta dicendo che sono vecchia per il lavoro, giovane per la pensione. Ma se i giovani non hanno lavoro e io non lavoro, chi mi pagherà la pensione? Lavoro per 1.400 euro, mantengo la famiglia, pago le tasse. Adesso basta, è il momento di non ritorno. Questa è la vertenza di tutte le vertenze italiane, noi non ci fermiamo”.

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