Emergenza caldo in Lombardia: quasi 5mila chiamate al 118 in un giorno, ma il Piano Caldo evita il collasso dei pronto soccorso
Bertolaso: "Una sanità che anticipa i bisogni e protegge i più vulnerabili", mentre i ricoveri restano stabili nonostante il boom di chiamate al 118
Temperature fino a 37-38 gradi nella bassa padana, un centralino del 118 preso d'assalto e, nonostante tutto, pronto soccorso che reggono l'urto. È questo il bilancio della stagione estiva 2026 in Lombardia, dove il numero dei ricoveri ospedalieri legati al caldo è rimasto pressoché invariato rispetto all'anno scorso: circa 25.500 casi nel mese di luglio 2026, a fronte dei 25.600 dello stesso periodo del 2025. Un dato che Regione Lombardia attribuisce direttamente all'efficacia del Piano Caldo messo in campo per governare l'emergenza.
Il caldo intenso ha accompagnato la regione per gran parte della stagione, con un primo assaggio già negli ultimi giorni di maggio. Da allora si sono susseguite settimane consecutive con termometri stabilmente oltre i 30 gradi, fino ai picchi di 36-37 gradi di fine giugno e ai nuovi massimi di 37-38 gradi toccati proprio negli ultimi giorni di luglio, con le zone di pianura tra le più colpite.
Cinquemila chiamate in 24 ore, un trend che non accenna a calare
A un caldo così persistente ha corrisposto un aumento costante delle richieste di soccorso. Il picco si è registrato il 28 giugno, quando le telefonate al 118 hanno superato le 5.150 unità in un solo giorno, dopo le 3.817 del giorno precedente, numeri comunque significativi. Il ritmo sostenuto è proseguito anche a luglio, con oltre 3.800 chiamate quotidiane rilevate il 10, il 12 e il 18 del mese, prima di risalire ulteriormente a partire dal 28 luglio.
Bertolaso: "Una sanità pensata per anticipare i problemi"
A commentare i dati è l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che rivendica l'impianto organizzativo costruito in vista dell'ondata di calore: "Stiamo affrontando un'estate eccezionalmente lunga e intensa con un sistema sanitario che non si limita a rispondere alle emergenze, ma lavora per prevenirle. Abbiamo costruito una rete che coinvolge Areu, Ats, Asst, Irccs, medici di medicina generale e Comuni per intercettare tempestivamente i cittadini più fragili e prenderli in carico prima che le loro condizioni cliniche peggiorino. È questo il modello organizzativo che vogliamo consolidare: una sanità che va incontro alle persone, anticipa i bisogni e protegge i più vulnerabili".
"Chiamate in aumento, ricoveri stabili: è la prova che il modello funziona"
Secondo Bertolaso, è proprio lo scarto tra l'andamento delle chiamate e quello dei ricoveri a certificare la bontà della strategia adottata: "I numeri ci dicono che questa strategia sta dando risultati. Nei giorni più caldi abbiamo registrato un forte aumento delle chiamate al 118, ma senza un corrispondente incremento dei ricoveri dai pronto soccorso rispetto allo scorso anno. È un segnale che conferma l'efficacia della rete territoriale e delle attività di prevenzione, che stanno contribuendo a evitare il peggioramento di molte situazioni cliniche". L'assessore ha inoltre voluto ringraziare "tutti gli operatori sanitari, i medici di medicina generale e gli amministratori locali che ogni giorno stanno garantendo un presidio fondamentale per la salute dei cittadini".
Resta comunque un punto critico segnalato dall'analisi dei dati: tra gli over 65 si registra un aumento dei ricoveri collegati agli effetti del caldo, spesso con degenze prolungate, complice anche la maggiore difficoltà nel dimettere i pazienti più fragili. Più contenuti, ma comunque presenti, anche gli accessi in età pediatrica riconducibili all'esposizione alle temperature elevate.
Doppio monitoraggio giornaliero e 83 trasferimenti tra ospedali
Per tenere sotto controllo la situazione, per l'intero mese di luglio la direzione generale Welfare e Areu hanno sorvegliato l'intera rete dell'emergenza-urgenza con verifiche due volte al giorno, tenendo d'occhio accessi ai pronto soccorso, flussi dei mezzi di soccorso, tempi di ricovero e posti letto disponibili. A questo si è affiancato il lavoro della Cretac, il coordinamento regionale per i trasferimenti secondari acuti, che ha permesso di organizzare 83 trasferimenti tra ospedali per assicurare ricoveri tempestivi anche nei momenti di massima pressione sulle strutture.
Prevenzione capillare: quasi 33mila telefonate ai fragili e 56 punti di assistenza climatizzati
La prevenzione resta uno dei pilastri del Piano Caldo regionale, approvato nel maggio 2026. A partire dal 13 luglio le Asst hanno raggiunto telefonicamente 32.968 cittadini fragili non ancora seguiti a domicilio, un lavoro che ha portato a 2.372 interventi domiciliari e a 19 ricoveri, a riprova dell'utilità di intercettare per tempo le situazioni più delicate. Nello stesso arco temporale sono stati attivati 56 Cold Spot, collocati soprattutto nelle Case della Comunità: strutture climatizzate pensate per una valutazione clinica rapida, comprensiva di esami diagnostici di primo livello, che funzionano da alternativa al pronto soccorso per le situazioni meno gravi e che finora hanno totalizzato oltre 200 accessi. In parallelo prosegue anche il controllo nei luoghi di lavoro, con 2.217 ispezioni condotte nelle ultime quattro settimane per verificare il rispetto delle tutele previste per chi opera esposto alle alte temperature.
I consigli di Regione Lombardia per affrontare i giorni più caldi
Accanto ai dati, Regione Lombardia rinnova alcuni suggerimenti pratici per limitare i rischi legati al caldo: bere acqua con regolarità durante la giornata, evitare di esporsi al sole tra le 11 e le 18, scegliere abiti leggeri e di colore chiaro, privilegiare ambienti freschi, puntare su frutta e verdura, evitare gli alcolici e non lasciare mai persone o animali in un veicolo in sosta. Chi accusa capogiri, nausea, crampi o debolezza dovrebbe fermarsi subito in un luogo fresco e idratarsi, rivolgendosi al proprio medico qualora i disturbi non passassero.