Emergenza casa a Milano, il Sunia chiede un cambio di rotta: presidio permanente davanti all’Aler
A Milano il Sunia rilancia l’emergenza casa con un presidio all’Aler e chiede un Consiglio regionale straordinario sulle politiche abitative.
A Milano torna al centro dell’agenda politica il tema dell’abitare. Il sindacato Sunia ha promosso un presidio permanente davanti alla sede di Aler Milano in viale Romagna, andato avanti dal 14 al 17 aprile, con l’obiettivo di riportare l’attenzione su una crisi abitativa che da anni coinvolge migliaia di cittadini. Dal confronto con istituzioni e parti sociali è emersa una richiesta chiara: la convocazione urgente di un Consiglio regionale straordinario dedicato interamente alle politiche della casa, con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni sindacali e degli attori sociali.
Il confronto con istituzioni e politica
Durante le giornate di presidio si è aperto un dialogo con diversi rappresentanti istituzionali e politici. Tra i presenti anche l’assessore alla Casa del Comune di Milano, Fabio Bottero, e vari consiglieri regionali, insieme all’assessore municipale Lorenzo Pacini. A chiudere il confronto è stato il segretario generale nazionale del Sunia, Stefano Chiappelli, sottolineando la necessità di riportare il tema abitativo al centro del dibattito pubblico regionale.
La richiesta: un tavolo strutturato e permanente
Secondo il segretario del Sunia Milano, Carmelo Benenti, il presidio ha rappresentato un passaggio fondamentale per costruire un percorso condiviso tra istituzioni, sindacati e cittadini. L’apertura al dialogo da parte del presidente di Aler Milano, Alan Rizzi, con la disponibilità a un incontro istituzionale nei prossimi giorni, viene letta come un primo segnale positivo. Tuttavia, il sindacato insiste sulla necessità di un intervento strutturale e coordinato a livello regionale, sottolineando come Comuni e Aler non possano sostenere da soli il peso dell’emergenza senza adeguate risorse.
I numeri dell’emergenza abitativa
La fotografia della situazione è netta e preoccupante. Tra Milano e l’area metropolitana si contano circa 70mila alloggi popolari gestiti da Aler, ma nella sola città si stimano circa 10mila abitazioni vuote. Un dato che contrasta con le migliaia di famiglie in attesa di una casa e con l’aumento delle difficoltà nel sostenere i costi del mercato privato.
Le priorità: recupero e nuovi investimenti
Il Sunia individua alcune direttrici fondamentali su cui intervenire rapidamente: il recupero degli alloggi sfitti, un piano straordinario di manutenzione e il potenziamento delle soluzioni abitative temporanee per garantire continuità alle famiglie in difficoltà. Interventi che, secondo il sindacato, devono essere inseriti in una strategia più ampia e sostenuti da investimenti adeguati da parte della Regione.
Trent’anni di crisi e la richiesta di una riforma
Il quadro delineato dal segretario regionale del Sunia Lombardia, Pierluigi Albetti, è quello di un sistema di edilizia pubblica in progressivo deterioramento da oltre tre decenni. Per invertire la rotta, il sindacato propone una trasformazione radicale della governance del settore, partendo dal riconoscimento della casa come diritto fondamentale, al pari di salute, istruzione e lavoro. Tra le richieste, una riforma degli enti gestori, il recupero integrale del patrimonio pubblico e l’avvio di un vero piano casa nazionale declinato a livello regionale.
Al centro della proposta anche un impegno economico preciso: destinare in modo stabile almeno il 2% del bilancio regionale alle politiche abitative, per affrontare una crisi che continua ad aggravarsi e che, senza interventi strutturali, rischia di restare senza risposte.