Emergenza casa a Milano, sfratti in aumento e alloggi pubblici al collasso
Cresce il numero di sfratti per fine locazione
A Milano aumentano gli sfratti per finita locazione, e con essi cresce il numero di famiglie che perdono la propria abitazione pur essendo in regola con i pagamenti del canone. È uno degli allarmi principali emersi nella commissione congiunta Casa-Welfare di Palazzo Marino. Secondo il segretario metropolitano del Sicet-Cisl Mattia Gatti, sempre più nuclei familiari, spesso con un reddito regolare e con anziani o minori a carico, non riescono più a individuare una soluzione abitativa alternativa a prezzi sostenibili.
La richiesta di una moratoria per le famiglie fragili
Da questa situazione nasce la proposta di introdurre una moratoria sugli sfratti per fine locazione a tutela dei nuclei più fragili, coinvolgendo in questo percorso anche la Prefettura. Il direttore della Direzione Casa del Comune, Angelo Foglio, ha confermato che il fenomeno è in espansione e rappresenta oggi una delle principali cause che spingono le famiglie a rivolgersi ai servizi comunali per l'emergenza abitativa.
Alberghi troppo costosi, il Comune apre a B&B e privati
Parallelamente, l'amministrazione comunale ha annunciato l'intenzione di rivedere la delibera che regola il collocamento delle famiglie sfrattate negli alberghi, con l'intento di ampliare gli strumenti a disposizione includendo bed and breakfast e alloggi privati convenzionati. La revisione punta a garantire sistemazioni più dignitose rispetto alla semplice stanza d'albergo, contenendo al tempo stesso i costi sostenuti dall'amministrazione. Nel primo semestre del 2026 Palazzo Marino ha speso 185mila euro per le sole sistemazioni alberghiere, e il 90% dei collocamenti registrati deriva proprio da procedure di sfratto.
"Siamo i primi a sostenere la necessità di rivedere la delibera alberghi e ragionare su soluzioni più accoglienti della semplice stanza d'albergo", ha dichiarato Angelo Foglio, trovando il sostegno del presidente della commissione Casa Federico Bottelli, che ha annunciato un lavoro specifico sul tema dopo la pausa estiva. Nel corso del dibattito è emersa anche l'ipotesi di convenzionare appartamenti privati, con il Comune nel ruolo di garante dei canoni per le famiglie più fragili.
Servizi abitativi transitori, una casa disponibile ogni dieci richieste
A completare il quadro dell'emergenza abitativa milanese è la crisi dei Servizi abitativi transitori (Sat), lo strumento pensato per rispondere rapidamente alle situazioni di difficoltà. A fronte di 1.200-1.300 richieste presentate ogni anno, il Comune riesce a mettere a disposizione in media soltanto 150-160 alloggi, coprendo appena il 10% circa del fabbisogno complessivo. Attualmente risultano attivi 681 contratti Sat, di cui 480 in immobili comunali e 201 in immobili gestiti da Aler, mentre quasi 500 nuclei familiari restano in lista d'attesa, con il 40% di essi composto da famiglie con figli minori.
"Lo strumento non funziona più come risposta immediata"
"Lo strumento oggi non riesce più a garantire una risposta rapida all'emergenza", ha ammesso il presidente della commissione Casa Federico Bottelli, evidenziando come "con almeno un anno di attesa i Sat non funzionano più come risposta immediata". L'assessore alla Casa Fabio Bottero ha ricordato che Palazzo Marino destina ai Sat il 25% degli alloggi disponibili, la quota massima consentita dalla normativa regionale, chiedendo però a Regione Lombardia e ad Aler di incrementare la propria quota e di intervenire sul vuoto normativo relativo ai contratti quinquennali in scadenza.