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Emergenza ratti al Calvairate, FdI: “Bene le trappole ecologiche di ALER, ma il Comune faccia la sua parte sui controlli”

Il consigliere Rocca (FdI) difende l’operato dell’ente gestore e chiede tolleranza zero contro abbandono di rifiuti e occupazioni abusive nei caseggiati popolari

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L’installazione delle nuove trappole ecologiche nei caseggiati popolari del Calvairate segna un passo avanti concreto nel contrasto alla proliferazione di roditori che da mesi affligge il quartiere e che nelle ultime settimane è finita anche sulle pagine della stampa nazionale. A commentare la misura è il consigliere di Fratelli d’Italia Rocca, che accoglie positivamente l’intervento di ALER ma allarga la prospettiva, richiamando le responsabilità del Comune di Milano sul fronte dei controlli e della repressione dei comportamenti incivili.

Il problema non è solo nei caseggiati: rifiuti abbandonati come causa primaria

Secondo Rocca, sarebbe riduttivo circoscrivere l’emergenza ratti ai complessi di edilizia residenziale pubblica. Il fenomeno interessa più in generale il territorio cittadino, coinvolgendo aree verdi, giardini pubblici e strade di competenza comunale. Nei caseggiati popolari, tuttavia, una delle criticità più persistenti rimane quella degli scarichi abusivi: sacchi abbandonati negli spazi comuni, materiali ingombranti lasciati accanto ai punti di raccolta, rifiuti conferiti in modo improprio. Comportamenti che, oltre a mortificare il senso di comunità, generano condizioni igienico-sanitarie favorevoli alla proliferazione dei roditori. “I ratti non conoscono confini amministrativi e certamente non sono autoctoni dei complessi ALER”, sottolinea il consigliere.

“ALER interviene, ma il Comune latita sui controlli”

Rocca riconosce l’impegno di ALER, che da mesi opera con derattizzazioni, pulizie straordinarie, nuovi contenitori per i rifiuti e interventi manutentivi. Proprio per questo, osserva, appare contraddittorio che alcuni esponenti politici continuino ad attaccare esclusivamente l’ente gestore quando le stesse problematiche sono presenti anche negli spazi di competenza comunale. Palazzo Marino dispone della Polizia Locale e degli strumenti necessari per individuare e sanzionare chi abbandona rifiuti o utilizza impropriamente i cestoni stradali. “Prima di impartire lezioni ad altri enti sarebbe opportuno che ciascuno facesse fino in fondo la propria parte”, è la posizione espressa dal consigliere.

Il ruolo del Comitato di quartiere e la videosorveglianza come strumento di deterrenza

Un riconoscimento esplicito va al Comitato di Quartiere Insubria-Molise-Varsavia e agli inquilini che quotidianamente svolgono attività di monitoraggio e segnalazione in collaborazione con le istituzioni. Rocca sottolinea come sia stato proprio questo impegno costante a portare molte criticità all’attenzione degli enti competenti. Sul piano delle misure future, il consigliere chiede che vengano sfruttati con la massima efficacia i sistemi di videosorveglianza già disponibili per individuare i responsabili degli abbandoni e applicare le relative sanzioni, e che proseguano con determinazione le procedure di sgombero delle occupazioni abusive.

“L’emergenza ratti è il sintomo, non la causa”

La posizione di Rocca si chiude con un monito che va oltre la questione tecnica della derattizzazione. L’emergenza ratti, sostiene il consigliere, è spesso il sintomo visibile di situazioni più profonde legate all’inciviltà, all’abbandono di rifiuti e alla mancanza di controlli efficaci. Le nuove trappole ecologiche sono uno strumento utile, ma non sufficiente. “I cittadini che rispettano le regole non possono continuare a pagare il prezzo dell’inciviltà di pochi”, conclude Rocca, ribadendo che le famiglie nelle case popolari hanno diritto a contesti decorosi, sicuri e dignitosi e che le istituzioni hanno il dovere di garantire risposte concrete.

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