Estrae un machete ai tornelli della Stazione Centrale di Milano: bloccato col taser, arrestato e portato a San Vittore
L’episodio è avvenuto nel primo pomeriggio di lunedì 18 maggio. L’uomo ha estratto l’arma ai tornelli dopo essere sceso da un treno dall’Emilia Romagna. Processato per direttissima, l’arresto è stato convalidato.
Intorno alle 15 di lunedì 18 maggio, un cittadino gambiano di 30 anni è sceso da un convoglio proveniente dall’Emilia Romagna e ha attraversato l’area dei binari della Stazione Centrale di Milano. Poco dopo si è messo in fila con altri viaggiatori per rientrare nella stessa zona dello scalo. È in quel momento che ha estratto un machete dallo zaino, ha superato la coda e si è infilato in un tornello chiuso, scatenando il panico tra i presenti.
L’intervento della Polfer e l’uso del taser
Gli addetti al controllo degli accessi hanno immediatamente lanciato l’allarme. Gli agenti della Polizia Ferroviaria sono intervenuti rapidamente, raggiungendo l’uomo a bordo di un convoglio fermo in banchina. Quando i detective hanno tentato di farsi consegnare l’arma, il 30enne ha cercato di scagliarsi contro di loro. A quel punto è stato immobilizzato con il taser e ammanettato. Le accuse contestate sono resistenza a pubblico ufficiale e porto abusivo di arma. L’uomo è risultato già noto alle forze dell’ordine e titolare di un permesso di soggiorno scaduto di recente.
Nella mattinata di martedì 19 maggio il 30enne è stato processato per direttissima. L’arresto è stato convalidato dal giudice e l’uomo è stato trasferito nel carcere milanese di San Vittore.
La posizione del sottosegretario Molteni sull’uso del taser
L’episodio ha suscitato la reazione del sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, che in una nota ha sottolineato l’efficacia dello strumento: “Solo il ricorso alla pistola ad impulsi elettrici ha permesso agli agenti di bloccare e arrestare il gambiano che, armato di machete, ha seminato il panico”. Molteni ha definito il taser “strumento straordinario e fondamentale di difesa, sicurezza e deterrenza”, evidenziando come in questo caso abbia consentito di neutralizzare una minaccia concreta sia per i cittadini presenti sia per gli agenti intervenuti.