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Etichette commestibili per frutta e verdura: il Politecnico di Milano presenta APPEAL, la svolta edibile contro plastica e sprechi alimentari

Il progetto finanziato dal MUR coinvolge sette partner scientifici e industriali, tra cui il Consorzio Melinda. Le nuove etichette sono ottenute da sottoprodotti della lavorazione delle mele e superano i test biologici di sicurezza

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Un bollino che si può mangiare, che si composita senza lasciare residui plastici e che incorpora tre livelli di sicurezza per garantire tracciabilità e autenticità lungo l’intera filiera agroalimentare. È il risultato del progetto APPEAL, acronimo di Agrifood Protected by Printable Edible Authenticating Label, coordinato dal Politecnico di Milano insieme a sette partner scientifici e industriali e finanziato dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate del Ministero dell’Università e della Ricerca. I risultati sono stati presentati durante il webinar “Oltre l’etichetta: ricerca, sostenibilità e innovazione”.

Un mercato da 50 miliardi e una raccolta organica triplicata: il contesto che ha generato l’idea

Il settore dell’etichettatura vale oggi circa 50 miliardi di dollari a livello globale ed è atteso in crescita di oltre il 5% annuo nel prossimo decennio, trainato dall’e-commerce, dalla grande distribuzione e dalle crescenti esigenze di tracciabilità digitale. In parallelo, la raccolta differenziata della frazione organica in Italia ha più che triplicato i propri volumi negli ultimi vent’anni, superando i 7,5 milioni di tonnellate secondo i dati ISPRA. Le etichette tradizionali in plastica rappresentano uno dei principali agenti di contaminazione di questo flusso, rendendo il compostaggio meno efficiente e più costoso.

Pectina di mela e polisaccaridi: la chimica dell’etichetta edibile

Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del Politecnico di Milano ha sviluppato una nuova generazione di bollini commestibili a partire da ingredienti vegetali, matrici a base di polisaccaridi e pectina recuperata dai sottoprodotti della lavorazione delle mele. Il progetto ha richiesto lo sviluppo parallelo di film edibili, colle alimentari a base acqua e inchiostri compatibili con la stampa food-grade, studiati per garantire stabilità, sicurezza e leggibilità delle informazioni anche in condizioni critiche di umidità. “I prototipi sono già conformi agli obiettivi previsti dal PPWR, il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi che entrerà in vigore ad agosto”, spiega Andrea Macrelli, ricercatore del Dipartimento di Energia del Politecnico.

Melinda certifica la resistenza sul campo

Il Consorzio Melinda, che con oltre 400mila tonnellate di mele prodotte annualmente rappresenta circa il 20% della produzione nazionale, ha testato le etichette in condizioni reali ottenendo risultati incoraggianti. “I bollini edibili hanno mostrato una buona resistenza meccanica e un’elevata capacità adesiva, oltre a performance promettenti sul fronte della biodegradabilità e compostabilità”, sottolinea Nicola Vighi, esperto della divisione Ricerca e Sviluppo del Consorzio.

Tra 9 e 22 milioni di etichette ingerite ogni anno: il problema della sicurezza alimentare

Accanto al tema ambientale, il progetto affronta una questione sanitaria sottovalutata: secondo le stime, ogni anno gli italiani ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 e i 22 milioni di etichette tradizionali. Le nuove etichette APPEAL sono state sottoposte a rigorosi test biologici in vitro, valutando citotossicità, risposta infiammatoria, stress ossidativo e potenziali effetti sul DNA. “I risultati hanno evidenziato un’elevata biocompatibilità e l’assenza di segnali di danno cellulare, genotossicità o immunotossicità”, spiega Ilaria Vitali, ricercatrice del Dipartimento di Scienze Mediche dell’Università di Ferrara.

Tre livelli di accesso alle informazioni: dalla torcia UV dello smartphone agli strumenti ottici per gli operatori

Sul fronte della tracciabilità, l’etichetta è progettata su tre livelli di sicurezza con accesso differenziato alle informazioni. I consumatori possono leggere i dati pubblici tramite smartphone e verificare l’autenticità del bollino con la torcia UV integrata nel dispositivo, mentre le informazioni riservate sono accessibili agli operatori della filiera tramite strumenti ottici dedicati. Un sistema pensato per rafforzare la lotta alle contraffazioni e garantire trasparenza lungo tutta la catena produttiva.

Il passo successivo: portare la tecnologia sul mercato

“Con APPEAL abbiamo voluto trasformare un problema ambientale in un’opportunità concreta di innovazione”, conclude Carlo Spartaco Casari, ordinario di Fisica della Materia al Politecnico di Milano e Principal Investigator del progetto. Il prossimo passo sarà lavorare con i partner industriali per scalare la tecnologia e renderla disponibile sul mercato. Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili su www.appeal-labels.com.

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