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Fabrizio Corona ascoltato dai pm a Milano dopo la denuncia di Signorini: “Oltre 100 segnalazioni, pronte nuove querele”

Corona davanti ai pm di Milano per l’accusa di revenge porn

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Fabrizio Corona è stato ascoltato in Procura a Milano nell’ambito dell’indagine per revenge porn nata dalla denuncia presentata da Alfonso Signorini. L’ex agente fotografico ha chiesto personalmente di essere interrogato e, all’uscita dal Palazzo di Giustizia, ha rilasciato dichiarazioni durissime, rilanciando accuse e annunciando nuove iniziative giudiziarie. L’audizione, durata circa un’ora e mezza, si è svolta davanti all’aggiunta Letizia Mannella e al pm Alessandro Gobbis.

“Ho parlato più di Signorini che di me”

Secondo quanto dichiarato da Corona, gran parte dell’interrogatorio non avrebbe riguardato la sua posizione, ma presunti fatti riconducibili al direttore di Chi e conduttore del Grande Fratello. “Del revenge porn ho parlato pochi minuti, il resto del tempo ho fatto nomi e raccontato dinamiche che riguardano Alfonso Signorini”, ha affermato davanti ai cronisti.

Corona sostiene di aver consegnato ai magistrati numerose segnalazioni e testimonianze, parlando di oltre cento contatti ricevuti nelle ultime settimane.

Le accuse e l’annuncio di nuove denunce

All’uscita dalla Procura, Corona ha dichiarato che sarebbero già pronte almeno due querele e che una denuncia formale potrebbe essere depositata a breve da Antonio Medugno, figura centrale nelle puntate del format online Falsissimo. Altre iniziative legali, secondo l’ex paparazzo, sarebbero in preparazione. Dichiarazioni che al momento restano estranee agli atti ufficiali dell’inchiesta, che vede formalmente indagato solo Corona a seguito della querela di Signorini.

Il nodo del revenge porn

L’indagine nasce dalla diffusione, tramite il format Falsissimo, di immagini e contenuti ritenuti a carattere intimo. Proprio su questo punto Signorini ha presentato denuncia, dando il via agli accertamenti della Procura. Nei giorni scorsi la polizia giudiziaria e la Polizia postale hanno effettuato perquisizioni, sequestrando telefoni, tablet e materiale video riconducibile a Corona. Gli inquirenti stanno ora analizzando i dispositivi e i contenuti acquisiti.

Spetterà ora alla Procura valutare il materiale sequestrato e stabilire se dalle accuse e dalle segnalazioni emergeranno nuovi filoni d’indagine o se l’inchiesta resterà circoscritta all’ipotesi iniziale di revenge porn.

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