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Falsi di lusso, sgominata una maxi filiera tra Milano e l’hinterland: 15mila capi da 200mila euro

Cuciture curate nei minimi dettagli, patch pronte da applicare e marchi del lusso riprodotti con precisione. È il volto sofisticato della contraffazione emerso da un’operazione della guardia di finanza di Lodi, che ha portato alla luce una vera e propria “boutique del falso” tra Milano e i comuni della cintura. Il bilancio parla di 15mila […]

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Cuciture curate nei minimi dettagli, patch pronte da applicare e marchi del lusso riprodotti con precisione. È il volto sofisticato della contraffazione emerso da un’operazione della guardia di finanza di Lodi, che ha portato alla luce una vera e propria “boutique del falso” tra Milano e i comuni della cintura. Il bilancio parla di 15mila pezzi sequestrati, per un valore complessivo di circa 200mila euro.

Da un controllo per droga alla scoperta della rete

L’indagine è nata quasi per caso, da un accertamento di routine. Tutto è partito dal controllo di un cittadino egiziano, trovato in possesso di stupefacenti. Una denuncia ordinaria che ha però aperto uno squarcio su un’organizzazione ben più ampia, dedita alla produzione e allo smercio di merce contraffatta. Da lì sono scattate le perquisizioni, estese a Milano, Paderno Dugnano, Cinisello Balsamo e Torino.

Appartamenti trasformati in laboratori clandestini

All’operazione hanno preso parte oltre trenta militari delle Fiamme gialle, che hanno fatto irruzione nelle abitazioni di sei persone, tutte di nazionalità straniera. Le case erano state convertite in depositi di merce e centri di produzione e confezionamento di falsi firmati. Tra i prodotti rinvenuti figurano abbigliamento, borse, scarpe, cappelli, cinture, fibbie, spille e bottoni. In un caso gli investigatori hanno trovato persino un tavolo da lavoro industriale, completo della strumentazione necessaria al confezionamento, insieme a centinaia di patch pronte per essere cucite sui capi e spacciate poi come originali.

Secondo quanto spiegato dalla guardia di finanza, il gruppo realizzava una contraffazione di alta qualità, curata nei particolari più rilevanti come le cuciture, e proprio per questo particolarmente remunerativa. A confermarlo sono le somme di denaro contante rinvenute nelle abitazioni di alcuni dei responsabili, oltre 30mila euro, nonostante fossero state accuratamente nascoste.

I marchi riprodotti, dal lusso allo sportswear

La rete individuata dalle Fiamme gialle spaziava tra i grandi nomi del lusso e i brand più accessibili. Tra le griffe imitate compaiono Gucci, Louis Vuitton, Prada, Moncler, Dior, Armani e Balenciaga, ma anche marchi dal posizionamento più commerciale come Nike, Adidas, The North Face, Polo Ralph Lauren, Tommy Hilfiger e Calvin Klein. Un catalogo ampio, pensato per coprire tutte le fasce di mercato con prodotti dalle finiture di livello elevato.

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