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Femminicidio di Pamela Genini, via al processo a Soncin: la madre della vittima in aula per costituirsi parte civile e chiedere giustizia

L’avvocato della famiglia: “Poteva essere salvata, gli indici di rischio furono ignorati”. Dolci nella lista dei testimoni

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Giovedì 4 giugno prende il via in Corte d’Assise a Milano il processo a carico di Gianluca Soncin, imprenditore 53enne imputato per aver ucciso con 76 coltellate la ex compagna Pamela Genini, 29 anni, dopo che lei aveva deciso di chiudere la relazione. La madre della vittima, Una Smirnova, sarà presente in aula insieme ad altri familiari e chiederà di essere ammessa come parte civile nel procedimento.

“Poteva essere salvata”: l’accusa dell’avvocato della famiglia

L’avvocato della madre, Nicodemo Gentile, non risparmia critiche alla vigilia dell’udienza. “Pamela poteva essere salvata, ma tutti gli indici di rischio sono stati colposamente trascurati”, dichiara il legale, sottolineando come il destino giudiziario di Soncin sia a suo avviso già segnato. “Era un uomo violento, assetato di possesso e controllo, che ha brutalmente ucciso Pamela.” Sul processo, Gentile si dice sereno: “Non ci preoccupa. Domani saremo in aula per Pamela, per sua madre e per chiedere giustizia”.

Francesco Dolci nella lista dei testimoni

Tra i nomi che figurano nella lista dei testimoni del processo compare anche Francesco Dolci, ex amico e fidanzato della vittima, attualmente indagato dalla Procura di Bergamo per la profanazione della tomba di Pamela nel cimitero di Strozza e per la sottrazione della testa, non ancora ritrovata. Dolci potrebbe anche tentare di chiedere di essere ammesso come parte civile nel procedimento milanese.

“Un’altra anima nera da stanare”: il mistero della sottrazione del cadavere

Sul fronte della profanazione della tomba, l’avvocato Gentile esclude categoricamente qualsiasi coinvolgimento di Soncin. “A mio avviso, in nessun modo, diretto o indiretto, è coinvolto nell’atroce vicenda della sottrazione del cadavere. Su questo fronte esiste ancora un’altra verità da scoprire, un’altra responsabilità da individuare”. Il legale si dice tuttavia fiducioso: “Siamo certi che, con pazienza, determinazione e rispetto dei tempi della giustizia, si arriverà anche a stanare quest’altra anima nera”.

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