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Femminicidio e suicidio a Milano: fissate le autopsie sui corpi di De Maria e Wijesuriya

Milano – Le autorità hanno stabilito per venerdì 16 maggio l’esecuzione delle autopsie sui corpi di Emanuele De Maria, 35 anni, e di Chamila Wijesuriya, 50enne di origini srilankesi. De Maria si è tolto la vita domenica 11 maggio lanciandosi dalla terrazza del Duomo di Milano, poche ore dopo aver assassinato la collega e ferito […]

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Milano – Le autorità hanno stabilito per venerdì 16 maggio l’esecuzione delle autopsie sui corpi di Emanuele De Maria, 35 anni, e di Chamila Wijesuriya, 50enne di origini srilankesi. De Maria si è tolto la vita domenica 11 maggio lanciandosi dalla terrazza del Duomo di Milano, poche ore dopo aver assassinato la collega e ferito gravemente un altro dipendente dell’hotel dove lavorava.

Focus sui permessi carcerari: aperta un’indagine della Procura

La Procura di Milano, sotto la guida del pm Francesco De Tommasi, ha avviato un’inchiesta per fare luce su possibili falle nel sistema che ha consentito a De Maria – detenuto per omicidio – di lavorare all’esterno del carcere di Bollate. L’uomo, condannato a 14 anni e 3 mesi per un femminicidio avvenuto nel 2016 a Castel Volturno, stava beneficiando da due anni dell’articolo 21 dell’ordinamento penitenziario, che permette ai detenuti di accedere al lavoro esterno.

Lavorava in hotel grazie alla buona condotta: si indaga sulle valutazioni

De Maria era impiegato con contratto a tempo indeterminato presso l’hotel Berna, in zona stazione centrale a Milano. La direzione del carcere di Bollate ne aveva proposto l’inserimento nel programma di reinserimento. Ritenendolo idoneo per via della sua conoscenza linguistica e del percorso di rieducazione giudicato positivo.

La Procura sta ora analizzando le relazioni carcerarie e psicologiche accumulate durante questi due anni, per valutare se vi siano state sottovalutazioni o omissioni. Al centro delle verifiche: i controlli sui comportamenti sul luogo di lavoro, gli orari di rientro e i mezzi utilizzati dal detenuto.

Si indaga anche sulle dinamiche interne all’hotel

Secondo le prime informazioni, De Maria non si è presentato al lavoro venerdì 10 maggio, facendo scattare l’allarme da parte della struttura. Le forze dell’ordine stanno ascoltando colleghi e testimoni per capire se ci siano stati segnali di disagio o tensioni non segnalate né ai responsabili dell’albergo né alla direzione carceraria.

Il ferito, collega della vittima, è attualmente ricoverato in condizioni gravi all’ospedale Niguarda. La dinamica dell’aggressione è ancora oggetto di ricostruzione.

Ministero della Giustizia valuta verifiche ispettive

Il caso ha suscitato l’attenzione anche del Ministero della Giustizia, che potrebbe disporre verifiche interne sul percorso che ha portato all’approvazione del lavoro esterno per De Maria. Al momento, nessuna evidenza concreta suggerisce una responsabilità diretta da parte dei soggetti coinvolti nella valutazione del detenuto.

Come precisato dalla Corte d’Appello e dal Tribunale di Sorveglianza di Milano, il percorso detentivo e di reinserimento era stato ritenuto “positivo e regolare”, senza elementi che potessero far presagire l’epilogo tragico degli ultimi giorni.

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