Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Fine vita, parte la raccolta firme dell’Associazione Coscioni: ‘Un diritto da difendere

Milano – È ufficialmente iniziata la campagna per sostenere una proposta di legge popolare sul fine vita. L’iniziativa è stata lanciata dall’Associazione Luca Coscioni con l’obiettivo di raccogliere 50mila firme nel giro di due settimane, anche in modalità online, per portare la discussione in Parlamento prima dell’approvazione di un eventuale provvedimento governativo. Il via alla […]

Di

Milano – È ufficialmente iniziata la campagna per sostenere una proposta di legge popolare sul fine vita. L’iniziativa è stata lanciata dall’Associazione Luca Coscioni con l’obiettivo di raccogliere 50mila firme nel giro di due settimane, anche in modalità online, per portare la discussione in Parlamento prima dell’approvazione di un eventuale provvedimento governativo.

Il via alla raccolta è stato dato a Milano, in piazza XXV Aprile, alla presenza di Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, insieme a diversi esponenti politici locali e rappresentanti istituzionali.

Oltre l’80% degli italiani favorevole alla legalizzazione del fine vita

Secondo un recente sondaggio dell’istituto SWG, l’84% della popolazione italiana si dichiara favorevole a una legge sull’eutanasia. I livelli di consenso sono elevati in tutte le aree geografiche e tra gli elettorati di tutti i principali partiti, compresi quelli del centrodestra. Un dato che rafforza il sostegno popolare alla proposta dell’Associazione Coscioni.

50mila firme in 2 settimane

La proposta mira a regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria, già riconosciuto come legittimo dalla Corte costituzionale nel 2019, ma ancora privo di una legge applicativa. L’intento è rendere effettivo il diritto in tutta Italia, fissando tempi certi, garanzie procedurali e coinvolgendo il Servizio sanitario nazionale.

“Da sette anni il fine vita è legalmente possibile, ma nella pratica non lo è,” ha dichiarato Cappato. “Il Parlamento ha ignorato l’urgenza di colmare questo vuoto normativo, e ora rischia di approvare una legge che limita anziché tutelare i diritti delle persone.”

Critiche alla proposta del Governo: “Una stretta su diritti già riconosciuti”

Le anticipazioni sulla proposta governativa in discussione in Parlamento indicano un approccio restrittivo: potrebbero essere esclusi dal diritto coloro che rifiutano trattamenti sanitari o che necessitano dell’assistenza di caregiver. Inoltre, l’intero processo di valutazione verrebbe sottratto al Servizio sanitario per essere affidato a un comitato etico nazionale.

“Si rischia di rendere il percorso ancora più complesso e inaccessibile – commenta Cappato – mentre chi è gravemente malato non può permettersi attese di 120 giorni per una risposta.”

Nel marzo scorso la Regione Toscana ha approvato una normativa regionale che applica i criteri fissati dalla Corte costituzionale, stabilendo modalità e tempi per il fine vita. Secondo l’Associazione Coscioni, questa decisione ha spinto il governo ad accelerare una controproposta, temendo la diffusione del diritto su scala nazionale.

La proposta dell’Associazione Coscioni: tutelare libertà e dignità

Il testo depositato prevede che ogni maggiorenne, capace di intendere e volere e affetto da patologie irreversibili, possa accedere al fine vita con modalità garantite e tempi certi. Sarà possibile scegliere tra l’autosomministrazione o la somministrazione da parte di personale medico. È inoltre contemplata l’obiezione di coscienza, ma le strutture sanitarie saranno tenute a garantire comunque la procedura.

“Questa legge risponde a una richiesta concreta che da anni arriva da pazienti e medici – conclude Matteo Mainardi, coordinatore delle campagne sul fine vita –. È il momento di dare a tutti una possibilità reale di scelta e dignità.”

Condividi questo articolo

Altre notizie