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Flotilla, mille persone in corteo a Milano per i due attivisti arrestati in mare

Il 4 maggio il centro di Milano teatro di una giornata di mobilitazione per i due attivisti arrestati dalle forze israeliane al largo di Creta. Sul caso interviene anche il presidente del Senato La Russa

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Circa mille persone hanno attraversato il centro di Milano nel pomeriggio del 4 maggio per chiedere la liberazione di Thiago Avila, cittadino brasiliano, e Saif Abukeshek, palestinese con passaporto spagnolo e svedese, fermati il 29 aprile dalle forze israeliane durante l’abbordaggio della Global Sumud Flotilla, in acque internazionali al largo di Creta.

Il corteo è partito da piazza Scala – ribattezzata dagli attivisti “piazza Gaza” in polemica con l’amministrazione comunale, accusata di non aver sospeso il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv – e ha percorso corso Matteotti, piazza San Babila, corso Venezia e via Turati, dove si trovano i consolati di Stati Uniti e Spagna. Tra i partecipanti: Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Unione degli Studenti, Alleanza Verdi-Sinistra e diverse associazioni pro-Palestina.

Accuse pesanti e il rischio della pena di morte per Saif

La mattina era stata aperta da una conferenza stampa in piazza Scala, dominata da uno striscione con la scritta “Siamo tutti Thiago e Saif”. Maria Elena Delia, portavoce della Flotilla, ha descritto le condizioni dei due detenuti come critiche: entrambi si troverebbero in uno dei penitenziari israeliani considerati più duri, con accuse che gli organizzatori definiscono prive di prove documentate. Avila è imputato di aver “aiutato il nemico in tempo di guerra”; Abukeshek, nonostante la doppia cittadinanza europea, rischia la pena capitale per impiccagione qualora venisse riconosciuto colpevole di terrorismo.

A sollevare la questione sul piano del diritto internazionale è stato Maso Notarianni, presidente di Arci: le imbarcazioni su cui si trovavano i due attivisti battevano bandiera italiana, condizione che le equipara a territorio dello Stato. L’abbordaggio configurerebbe quindi, secondo i promotori della mobilitazione, una violazione che chiama direttamente in causa Roma. “Il governo non ha assunto alcuna iniziativa concreta, nessuna pressione diplomatica reale”, ha dichiarato Notarianni.

Le richieste: embargo e rottura dei legami con Israele

Oltre alla scarcerazione immediata dei due attivisti, i manifestanti hanno chiesto la liberazione di tutti i prigionieri politici palestinesi e la cessazione di qualsiasi rapporto commerciale e militare tra l’Italia e lo Stato di Israele. “Non vogliamo solidarietà, ma azioni concrete”, recitava la nota dei movimenti organizzatori.

La Russa: “Manifestazioni propagandistiche a scarso rischio”

A margine della presentazione milanese del libro Dalla parte delle divise – scritto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con la giornalista Annalisa Chirico – il presidente del Senato Ignazio La Russa ha commentato con toni polemici le iniziative della Flotilla, definendole “manifestazioni strumentali e propagandistiche a scarso rischio e a molto ritorno mediatico”. Secondo La Russa, il fatto stesso di essere fermati per alcune ore e di poter poi “gridare di essere stati torturati” rappresenterebbe il risultato cercato dai partecipanti. Ha tuttavia aggiunto che, laddove si verifichino “eccessi da parte di paesi, anche lo stesso Israele”, l’Italia ha il diritto e il dovere di protestare, senza che questo modifichi la sua valutazione sull’iniziativa in sé.

Tensioni anche al complesso di Brera

La giornata ha registrato un episodio collaterale: il complesso di Brera è stato tappezzato di cartelli con la scritta “Fuori i fasci dalle università” in corrispondenza della visita di La Russa per un secondo evento, la presentazione di un volume di Giancarla Rondinelli. Il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato ha definito l’iniziativa “grottesca e scellerata”, esprimendo solidarietà al presidente del Senato e parlando di mancanza di rispetto verso l’avversario politico.

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