Fondazione Milano-Cortina ente privato: il decreto del Governo finisce alla Consulta, stop alle indagini fino alla decisione
La gip di Milano rimette alla Consulta il decreto che definisce la Fondazione Milano-Cortina ente privato, bloccando le indagini per turbativa d’asta.
Un passaggio cruciale a pochi mesi dalle Olimpiadi invernali 2026. Il Tribunale di Milano ha rimesso alla Corte Costituzionale il decreto legge del 2024 con cui il Governo aveva qualificato la Fondazione Milano-Cortina 2026 come ente di diritto privato. Una scelta normativa che, se confermata, avrebbe imposto l’archiviazione delle due inchieste per turbativa d’asta avviate dalla Procura.
La giudice Patrizia Nobile ha accolto la richiesta dei pm, ritenendo necessario verificare se quel decreto rispetti davvero la Carta costituzionale.
Le indagini che rischiano l’archiviazione automatica
La Procura di Milano indaga su due appalti per i servizi digitali dei Giochi:
- la gara del 2021 da 1,9 milioni aggiudicata alla società Vetrya, che vede coinvolti l’ex ad Vincenzo Novari, l’ex dirigente Massimiliano Zuco e il fondatore Luca Tomassini;
- la gara del 2023, assegnata a Deloitte Consulting, per la quale risultano indagati Marco Moretti, Daniele Corvasce, Claudio Colmegna e Luigi Onorato.
Se la Fondazione fosse considerata a tutti gli effetti un soggetto privato, le contestazioni di turbativa d’asta decadrebbero. Per questo i pm avevano presentato una richiesta “doppia”: sollevare la questione di incostituzionalità o, se respinta, archiviare.
Perché la natura giuridica dell’ente è decisiva
Secondo l’accusa, la Fondazione possiede tutti e tre i requisiti di un ente pubblico:
- Governance interamente pubblica (Governo, Regioni, Province autonome, Comuni, Coni e Cip).
- Finalità di interesse generale, ossia l’organizzazione dei Giochi olimpici e paralimpici.
- Assenza di rischio d’impresa, perché in caso di deficit il bilancio finale è coperto da Stato ed enti territoriali.
Il terzo punto è quello più discusso. Il Governo richiama il precedente delle Olimpiadi di Torino 2006, ma per i pm il caso non è comparabile: la Fondazione Milano-Cortina dispone di una garanzia pubblica illimitata, come ha confermato anche la Corte dei Conti segnalando un deficit patrimoniale di 107 milioni già nel 2023.
Se ogni perdita è ripianata dagli enti pubblici, sostengono i magistrati, l’ente non opera in concorrenza e non corre rischi tipici dell’impresa privata.
Olimpiadi alle porte, decisione dopo i Giochi
Con il rinvio alla Consulta, entrambi i procedimenti rimangono sospesi. La sentenza della Corte è attesa non prima di diversi mesi, quindi sicuramente dopo lo svolgimento delle Olimpiadi del 2026.
La decisione avrà un impatto significativo non solo sulle indagini in corso, ma anche sulla definizione dei poteri, delle responsabilità e della trasparenza nella gestione dell’evento sportivo più importante dell’anno.