Fontana: “Caro energia e guerra pesano sull’economia lombarda, serve una soluzione al conflitto”
Attilio Fontana avverte: il caro energia e la guerra minacciano l’economia lombarda. “La fine del conflitto è decisiva”.
Le prospettive economiche della Lombardia restano legate all’andamento dei costi energetici e al contesto geopolitico internazionale. A sottolinearlo è stato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo a margine della terza edizione di MILANO Smart, iniziativa dedicata ai temi della sostenibilità e della trasformazione digitale delle città. Secondo Fontana, le preoccupazioni per l’economia regionale rispecchiano quelle che riguardano l’intero Paese, ma con un’intensità maggiore proprio a causa della forte presenza di imprese e attività produttive sul territorio lombardo.
Il nodo dei costi energetici
Uno degli elementi più critici per il sistema economico resta il prezzo dell’energia. Il presidente lombardo ha evidenziato come eventuali ulteriori aumenti possano avere ripercussioni significative sul tessuto produttivo. La Lombardia, con il suo vasto sistema industriale e manifatturiero, è infatti particolarmente sensibile alle variazioni dei costi energetici. Per questo, ha spiegato Fontana, la situazione viene costantemente monitorata con attenzione.
Attesa per le decisioni del governo
Il governatore ha inoltre sottolineato l’importanza delle decisioni che verranno assunte a livello nazionale. In questo contesto, ha ribadito di seguire con attenzione le comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ritenendo che l’azione intrapresa dal governo si muova nella direzione corretta. Eventuali ulteriori interventi a sostegno dell’economia, ha aggiunto, saranno valutati in collaborazione con l’esecutivo.
La guerra e l’impatto sull’economia
Secondo Fontana, il vero punto di svolta per l’economia resta però legato alla situazione internazionale. Il presidente lombardo ha infatti indicato nella conclusione del conflitto uno dei fattori più determinanti per stabilizzare i mercati e ridurre le tensioni economiche. Solo la fine della guerra, ha osservato, potrebbe rappresentare la soluzione più efficace per alleggerire la pressione sui costi energetici e offrire nuove prospettive di crescita all’economia lombarda e italiana.