Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Freudenberg chiude lo stabilimento di Rho: stop definitivo e 42 lavoratori licenziati

Firmato l’accordo a Assolombarda: niente salvataggio per il sito di Rho, via alla chiusura e agli ammortizzatori sociali

Di –

La vertenza Freudenberg di Rho entra nella sua fase conclusiva. Nella mattinata di martedì 23 dicembre, presso la sede di Assolombarda, è stato siglato l’accordo economico che definisce incentivi e strumenti di sostegno al reddito per i 42 dipendenti destinati al licenziamento. La multinazionale ha confermato la chiusura dello stabilimento milanese, mettendo fine a ogni ipotesi di continuità produttiva sul territorio.

Niente salvataggio nonostante l’offerta di subentro

La decisione arriva nonostante i tentativi di salvataggio messi in campo nelle scorse settimane. Davanti ai tavoli istituzionali convocati da Regione Lombardia era stata formalizzata anche una proposta di subentro da parte di un imprenditore interessato a rilevare l’attività. Un’opzione che, però, non ha mai trovato apertura da parte del gruppo, determinato a dismettere completamente il sito e trasferire la produzione altrove.

La chiusura dello stabilimento era stata contestata duramente dai lavoratori, protagonisti di due giornate di sciopero e di iniziative di protesta che avevano superato i confini italiani. Una delegazione si era spinta fino alla sede centrale del gruppo a Weinheim, in Germania, nel tentativo di riaprire il confronto e ottenere un ripensamento. Tentativi rimasti senza esito.

Licenziamento collettivo confermato

Il gruppo Freudenberg ha ribadito in più occasioni la volontà di procedere con la dismissione totale dell’impianto di Rho, confermando l’avvio della procedura di licenziamento collettivo per tutti i 42 addetti. L’accordo siglato a Assolombarda chiude formalmente la fase negoziale, definendo il perimetro degli ammortizzatori sociali e degli incentivi economici per l’uscita.

Sindacati: “Ora politiche attive e ricollocazione”

Dal sindacato arriva ora l’appello a concentrarsi sul futuro occupazionale dei lavoratori coinvolti. La Cgil di Milano sottolinea come le lavoratrici e i lavoratori ripongano “piena fiducia nelle politiche attive del lavoro messe a disposizione da Regione Lombardia”, con l’obiettivo di favorire percorsi di riqualificazione professionale e una ricollocazione rapida nel tessuto produttivo locale.

Condividi questo articolo

Altre notizie