Freudenberg di Rho, il Consiglio regionale approva la mozione per fermare la chiusura e difendere 42 posti di lavoro
Mozione urgente approvata all’unanimità per salvare lo stabilimento Freudenberg di Rho e tutelare 42 lavoratori.
Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la mozione urgente che chiede un intervento immediato per scongiurare la chiusura dello stabilimento Freudenberg Filtration Technologies di Rho, dove sono impiegati 42 lavoratrici e lavoratori. L’azienda ha annunciato un progetto di delocalizzazione verso Slovacchia e Stati Uniti, mettendo a rischio un presidio industriale storico per il territorio.
La prima firmataria della mozione è la consigliera Michela Palestra (Patto Civico), affiancata dai consiglieri Carlo Borghetti e Simone Negri (Partito Democratico).
Un tavolo di crisi per difendere lavoro e continuità produttiva
Il documento approvato impegna la Giunta regionale ad attivare subito un tavolo di crisi, coordinato dall’Unità Crisi aziendali, coinvolgendo azienda, sindacati, Comune di Rho e tutte le istituzioni competenti.
L’obiettivo è costruire un percorso condiviso per salvaguardare i posti di lavoro e dare prospettive allo stabilimento, lavorando su ogni soluzione possibile: dalla reindustrializzazione alle politiche attive, fino alle misure di carattere nazionale.
“Un segnale forte ai lavoratori: la Regione faccia la sua parte”
Palestra, Borghetti e Negri parlano di “un messaggio chiaro e necessario in un momento critico”.
“La chiusura improvvisa dello stabilimento è una ferita per Rho e un dramma per decine di famiglie. Le istituzioni non possono restare a guardare mentre una multinazionale miliardaria smantella un presidio industriale strategico. La Lombardia deve essere protagonista del confronto e mettere in campo tutti gli strumenti disponibili”.
La cronologia della mobilitazione: incontri, scioperi e pressioni politiche
La mozione ripercorre anche le tappe più recenti della vicenda: l’incontro tra RSU e azienda dell’11 novembre, la riunione in Comune del 13 novembre, lo sciopero e il presidio dei lavoratori del 17 novembre. Un percorso che, secondo i consiglieri, dimostra “la determinazione e la dignità con cui le lavoratrici e i lavoratori stanno difendendo il proprio futuro”.
“Non sono soli: difendere il sito significa difendere il futuro della Lombardia”
I firmatari sottolineano che la politica deve stare al fianco dei lavoratori: “A loro va il nostro primo pensiero. Con questa mozione diciamo chiaramente che non sono soli. Salvaguardare il sito produttivo significa proteggere competenze, storia industriale e un pezzo di futuro della Lombardia”.