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Galleria Vittorio Emanuele, la Guardia di Finanza acquisisce documenti al Comune: indagine per corruzione e turbativa d’asta

La pm Colacicco e l’aggiunto Ielo coordinano l’inchiesta su concessioni di spazi ed eventi come il biopic su Michael Jackson e il film Dior. Sala: “Ha connotazioni politiche”

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Il Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano si è presentato negli uffici del Comune di Milano, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dell’Agenzia del Demanio per acquisire documenti relativi ad almeno nove procedure legate alle concessioni di spazi nella Galleria Vittorio Emanuele II. L’operazione, condotta attraverso un ordine di esibizione e non una perquisizione, è stata disposta dalla pm Grazia Colacicco del pool reati contro la pubblica amministrazione, coordinato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo. Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e corruzione.

Gli indagati e le procedure nel mirino

Tra gli indagati figurerebbero funzionari comunali e della Soprintendenza, oltre a responsabili di imprese private. Allo stato attuale non sono stati inviati avvisi di garanzia. Le procedure al centro dell’inchiesta riguardano le concessioni dei locali “Ex Verga” in Galleria, un immobile di via Silvio Pellico 1 con bando indetto il 9 settembre 2025, e una serie di concessioni a installazioni pubblicitarie assegnate a società come Pasticceria Cucchi srl, Abu Media srl e Digital Holding srl. Coinvolte anche concessioni legate a marchi come Montblanc e Dior.

Gli eventi sotto esame: da Michael Jackson al Diavolo veste Prada

L’inchiesta si estende alle pratiche autorizzative per una serie di eventi di rilievo organizzati in Galleria e nelle aree limitrofe. Nel mirino la presentazione del biopic ufficiale “Michael” sulla vita di Michael Jackson e quella del film “Il Diavolo veste Prada”, entrambe svoltesi nell’aprile-maggio 2026, oltre a un evento organizzato dalla maison Dior all’Arco della Pace. Secondo quanto emerge dagli atti, l’ordine di esibizione è stato disposto dopo aver rilevato presunte lacune documentali sui portali istituzionali del Comune, nonostante le norme sulla trasparenza amministrativa prevedano la pubblicazione integrale degli atti di gara.

Un nuovo filone dopo le inchieste sull’urbanistica

L’indagine rappresenta un nuovo fronte investigativo sulla pubblica amministrazione milanese, che si aggiunge ai filoni aperti dal 2022 in poi sulla gestione dell’urbanistica e delle pratiche edilizie. Il fatto che la documentazione delle gare pubbliche avrebbe dovuto essere interamente pubblicata online e che invece siano emerse presunte mancanze sui siti del Comune è uno degli elementi che ha innescato l’intervento della Procura.

Sala: “Ha connotazioni politiche, voglio riflettere prima di parlare”

Il sindaco Giuseppe Sala, interpellato a margine del Green&Blue Festival e della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica alla presenza del ministro Matteo Piantedosi, ha preferito non commentare nel merito. “Come sempre, quando non sai le cose e le apprendi da un giornale, è difficile capire”, ha detto il sindaco, aggiungendo che “certamente qualche connotazione politica questa vicenda ce l’ha” e che farà una riflessione politica “a tempo debito, per non usare parole sbagliate e per non arrivare a conclusioni altrettanto errate”.

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