Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Giro d’Italia, Lavik beffa i velocisti a Milano: fuga vincente e neutralizzazione anticipata nel finale della quindicesima tappa

La quindicesima frazione del Giro d’Italia 2026, la Voghera-Milano di 157 chilometri, non ha consegnato la volata di gruppo che il pubblico si aspettava. Nessun cavalcavia, nessun tratto tecnico di rilievo: eppure i treni dei velocisti sono rimasti a mani vuote. A decidere la giornata è stata una fuga partita nei primissimi chilometri di gara, […]

Di –

La quindicesima frazione del Giro d’Italia 2026, la Voghera-Milano di 157 chilometri, non ha consegnato la volata di gruppo che il pubblico si aspettava. Nessun cavalcavia, nessun tratto tecnico di rilievo: eppure i treni dei velocisti sono rimasti a mani vuote. A decidere la giornata è stata una fuga partita nei primissimi chilometri di gara, che non ha mai lasciato spazio al plotone per rientrare davvero in corsa.

Una fuga da manuale, una volata a tre

I quattro battistrada, Martin Marcellusi (Bardiani CSF 7 Saber), Fredrik Dversnes Lavik (Uno-X Mobility), Mattia Bais e Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta), hanno condotto la corsa dall’inizio senza mai riuscire ad accumulare un vantaggio superiore ai 2’30” sul gruppo maglia rosa. Si sono spartiti punti e abbuoni al traguardo volante di Pavia e al chilometro Red Bull, con le squadre degli sprinter che hanno gestito a distanza senza mai davvero tentare di assorbire il gap.

Nel circuito conclusivo milanese, la situazione si è fatta più complessa. Dopo il primo passaggio, i tre fuggitivi rimasti si sono giocati la vittoria in uno sprint ristretto: Lavik ha avuto la meglio su Maestri, mentre Marcellusi ha chiuso terzo, sfogando la frustrazione sul manubrio per una manciata di centimetri che lo ha privato di un risultato importante. Per il 29enne norvegese dell’Uno-X Mobility si tratta della prima vittoria in carriera al Giro d’Italia.

Il nodo della neutralizzazione: scelta condivisa o precedente pericoloso?

Il vero tema del pomeriggio non è stata la vittoria di Lavik, ma quanto accaduto nel finale di gara. A -16,3 chilometri dal traguardo, e non ai canonici -5, il gruppo ha chiesto e ottenuto la neutralizzazione dell’ultimo giro del circuito. La richiesta è partita da Jonas Vingegaard, che si è avvicinato all’auto del presidente di giuria per segnalare le preoccupazioni condivise dal plotone sulla pericolosità del percorso.

“Tutti pensavamo che il circuito fosse troppo pericoloso”, ha dichiarato il campione danese della Visma ai microfoni di Rai Sport. “Quando siamo entrati nel circuito ci siamo avvicinati all’auto del presidente di giuria per parlare di ciò. Dobbiamo essere contenti come corridori perché ci sono venuti incontro.”

Vingegaard ha poi precisato che la valutazione è stata collettiva: “Ho sentito di avere una certa responsabilità sulle spalle, ma se fossi stato l’unico ad avere questa sensazione sarebbe stato diverso. Tutti avevano la stessa visione delle cose, e ci hanno ascoltato.”

La decisione, per quanto comprensibile sotto il profilo della sicurezza, rischia di aprire un dibattito destinato a durare. Un’anticipazione così marcata rispetto alla prassi consolidata lascia spazio a interpretazioni e polemiche, soprattutto da parte delle squadre che avevano puntato tutto sugli uomini veloci: Magnier e Milan hanno consumato gli ultimi gregari nel tentativo di ricucire, senza successo.

Classifica e prospettive: Vingegaard vola verso il riposo

Al termine della tappa, la maglia rosa resta saldamente sulle spalle di Jonas Vingegaard, che si avvicina al secondo giorno di riposo con 2’26” di margine su Afonso Eulalio in classifica generale. Martedì il gruppo riprenderà dalla Bellinzona-Carì: 113 chilometri interamente in territorio svizzero, tappa breve ma tutt’altro che semplice, con 3.000 metri di dislivello e cinque GPM in programma. Un banco di prova altimetrico che potrebbe rimescolare le carte tra gli uomini di classifica, prima del grande finale di questa edizione della Corsa Rosa.

Condividi questo articolo

Altre notizie