Guerra a Gaza, flash mob in piazza Duomo: centinaia di milanesi battono pentole contro il silenzio
Milano – La sera di domenica 27 luglio, piazza Duomo a Milano è diventata il cuore pulsante di una protesta simbolica ma intensa. Pentole, coperchi e mestoli sono stati gli strumenti scelti da decine di cittadini per far sentire la propria voce contro la guerra nella Striscia di Gaza. L’iniziativa, parte della mobilitazione nazionale promossa […]
Milano – La sera di domenica 27 luglio, piazza Duomo a Milano è diventata il cuore pulsante di una protesta simbolica ma intensa. Pentole, coperchi e mestoli sono stati gli strumenti scelti da decine di cittadini per far sentire la propria voce contro la guerra nella Striscia di Gaza. L’iniziativa, parte della mobilitazione nazionale promossa dal collettivo “Gaza Last Day”, ha visto la partecipazione attiva anche di alcune figure della politica locale.
Un flash mob contro l’indifferenza: “Gaza muore di fame”
L’appuntamento alle ore 22 ha avuto eco in numerose città italiane, tra cui Monza, Legnano, Varese, Firenze e Roma. L’azione di protesta ha voluto rappresentare, con il fragore degli oggetti da cucina, la disperazione della popolazione palestinese sotto assedio. A Milano, le bandiere palestinesi hanno sventolato tra le mani dei partecipanti, mentre il clangore di metallo rompeva il silenzio della sera. In via eccezionale, anche alcune chiese hanno scelto di far suonare le campane, aderendo simbolicamente alla causa.
L’appello: “Rompiamo il muro del silenzio”
Il collettivo “Gaza Last Day” ha lanciato l’appello alla mobilitazione sui social con parole dure e dirette: “Gaza muore di fame, vittima di un’operazione che Israele sta conducendo senza pietà. Non è solo guerra: è un processo di distruzione sistematica di un popolo”.
Nell’invito alla protesta, si sottolinea anche la responsabilità politica dell’Italia: “Il nostro governo non solo non condanna con forza ciò che accade, ma continua a sostenere Israele attraverso forniture di armi e relazioni diplomatiche. Questo silenzio è complicità”. La richiesta è chiara: interrompere ogni collaborazione militare e diplomatica con Israele e far pressione internazionale per il cessate il fuoco.
“Unite le nostre campane a quelle delle ambulanze di Gaza”
“Le sirene delle ambulanze a Gaza – conclude l’appello – sono le uniche voci rimaste a chi sta morendo di fame o sotto le bombe. Con questo flash mob vogliamo unire a quel grido le nostre campane e i nostri rumori, per dire che la coscienza collettiva in Italia è ancora viva”.