Hantavirus a Milano, quarantena conclusa per i due cittadini britannici: entrambi negativi al virus
Un uomo di 60 anni e una giovane di 20, entrambi contatti di casi confermati su voli internazionali, hanno completato il periodo di osservazione senza sviluppare sintomi
Si è concluso domenica 7 giugno il periodo di quarantena dei due cittadini britannici identificati a Milano come contatti di casi confermati di Hantavirus. Gli accertamenti sanitari condotti secondo i protocolli internazionali hanno confermato la completa negatività al virus e l’assenza di qualsiasi sintomatologia per entrambi. I due turisti hanno fatto rientro alla normalità senza aver sviluppato la malattia.
Una risposta coordinata tra sanità civile e militare
La gestione della vicenda ha coinvolto una rete istituzionale articolata: Ministero della Salute, Regione Lombardia, ATS Città Metropolitana di Milano, ASST Fatebenefratelli Sacco, Centro Regionale per le Malattie Infettive (CeReMi) e Centro Ospedaliero Militare di Baggio. Una sinergia già consolidata durante l’emergenza Covid-19 e progressivamente affinata, che integra il Sistema Sanitario Nazionale, quello regionale e la Sanità Militare.
L’ATS ha ricostruito con precisione gli spostamenti dei due soggetti dal momento della possibile esposizione fino all’ingresso in quarantena. L’ospedale Luigi Sacco, hub nazionale e internazionale per le malattie infettive ad alto rischio, ha garantito la presa in carico clinica immediata, l’esecuzione dei test virologici e il monitoraggio costante dei parametri vitali secondo i più elevati standard di biosicurezza. Il Centro Ospedaliero Militare di Baggio ha contribuito gestendo la fase osservazionale con attenzione anche al benessere psicologico dei soggetti isolati.
Il primo caso: uomo di 60 anni, segnalato il 12 maggio
Il 12 maggio Regione Lombardia ha ricevuto dalle autorità britanniche la segnalazione relativa a un cittadino di circa 60 anni, potenzialmente esposto al virus a bordo del volo Sant’Elena–Johannesburg del 25 aprile. Nel giro di poche ore, il coordinamento tra Ministero, Regione, Questura di Milano, ATS e ospedale Sacco ha consentito il trasferimento del soggetto presso la struttura infettivologica. I test hanno dato esito negativo, ma la quarantena precauzionale è proseguita fino al 6 giugno, termine massimo del periodo di incubazione per Hantavirus.
Dal 18 maggio l’uomo è stato trasferito al Centro Ospedaliero Militare di Baggio, dove temperatura corporea, saturazione di ossigeno e pressione arteriosa sono stati monitorati due volte al giorno in costante raccordo con gli specialisti del Sacco.
Al termine della quarantena, il cittadino britannico ha espresso pubblicamente la propria gratitudine: “Il personale si è dimostrato professionale, cordiale e disponibile, e tutti si sono adoperati per rendere il mio soggiorno il più confortevole possibile. Sono grato per l’aiuto e il sostegno ricevuti, che hanno reso questo difficile periodo molto meno stressante”.
Il secondo caso: turista di 20 anni, segnalata il 19 maggio
Una settimana dopo, il 19 maggio, è arrivata una seconda segnalazione dal Regno Unito riguardante una giovane di circa 20 anni, esposta al virus sul volo Johannesburg-Amsterdam dello stesso 25 aprile. Anche in questo caso i protocolli sono stati attivati in poche ore: i test virologici sono risultati immediatamente negativi e la turista ha trascorso l’intero periodo di osservazione sanitaria presso l’ospedale Sacco, fino al 7 giugno.
Bertolaso: “La Lombardia ha dimostrato un modello di eccellenza nel biocontenimento”
A conclusione delle operazioni, l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso ha espresso soddisfazione per la tenuta del sistema. “Reagire in poche ore a una segnalazione internazionale, rintracciare i contatti, isolarli in sicurezza e monitorarli senza mai cedere all’allarmismo è la prova che la nostra rete di sorveglianza epidemiologica è solida, efficiente e pronta a tutelare la salute pubblica e quella dei visitatori con professionalità e umanità”, ha dichiarato l’assessore, ringraziando i professionisti del Sacco, dell’ATS, del Ministero della Salute, della Questura e della Sanità Militare di Baggio.