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Hoepli, il socio di minoranza Giovanni Nava deposita un esposto in Procura: nel mirino la gestione societaria prima della sentenza della Cassazione

La storica libreria e casa editrice milanese ha chiuso il 27 maggio dopo oltre un secolo di attività. Una cordata di imprenditori ha presentato un’offerta per rilevare l’attività

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La vicenda societaria di Hoepli approda in Procura. Giovanni Nava, nipote di Bianca Hoepli e socio di minoranza con una quota del 30% del capitale, ha depositato un esposto alla Procura di Milano sulla gestione della storica casa editrice e libreria milanese, entrata in liquidazione nel 2026 dopo una storia ultracentenaria. Nava aveva mantenuto nel corso degli anni una posizione opposta a quella dei cugini, titolari della quota di maggioranza.

L’ipotesi dell’esposto: la liquidazione accelerata prima della Cassazione

Al centro dell’esposto vi è la tesi di una cattiva gestione societaria finalizzata ad accelerare lo scioglimento e la messa in liquidazione della società prima del 24 giugno, data in cui la Corte di Cassazione civile è attesa a pronunciarsi sulla titolarità delle quote azionarie. Un’eventuale sentenza favorevole a Nava potrebbe ribaltare gli equilibri societari, portandolo a detenere la maggioranza. L’ipotesi è che la liquidazione anticipata sia stata orchestrata per prevenire questo scenario.

La chiusura della libreria e le ricadute occupazionali

La libreria di via Hoepli ha abbassato definitivamente le serrande il 27 maggio, dopo alcune giornate di vendite a metà prezzo che avevano richiamato numerosi clienti. Le conseguenze sul fronte occupazionale sono significative: nove dipendenti saranno assorbiti da Mondadori, che ha acquisito il ramo dell’editoria scolastica, mentre circa venti rischiano il licenziamento e altri cinquanta entreranno in cassa integrazione.

Una cordata di imprenditori prova a salvare la libreria

Non è escluso che la storia di Hoepli non si chiuda definitivamente con la liquidazione. Un gruppo di imprenditori, con la collaborazione di Vittorio Graziani della libreria Centofiori, ha presentato un’offerta alla liquidatrice per rilevare l’attività e garantirne la continuità. Una prospettiva che potrebbe restituire a Milano uno dei suoi simboli culturali più longevi, in attesa che tanto la vicenda giudiziaria quanto quella commerciale trovino un esito definitivo.

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