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Il doposcuola come argine alla povertà educativa: i risultati della nuova indagine Caritas Ambrosiana

Nel seminario del 20 novembre Caritas Ambrosiana illustra la nuova indagine sui doposcuola diocesani: 165 realtà coinvolte e oltre 7.500 minori seguiti.

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In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, giovedì 20 novembre Caritas Ambrosiana ospita nella propria sede di Milano il seminario “Il doposcuola e il contrasto alla povertà educativa”. Un appuntamento aperto a operatori, volontari, enti del terzo settore e istituzioni, con l’obiettivo di analizzare lo stato dei servizi di supporto allo studio e il loro ruolo nel prevenire le disuguaglianze educative. Le iscrizioni sono già aperte attraverso il form online messo a disposizione da Caritas.

Una rete capillare: 165 doposcuola attivi in tutte le zone della diocesi

Durante l’incontro verranno presentati i risultati dell’indagine 2024-2025 condotta sui doposcuola diocesani. Hanno partecipato 165 realtà distribuite nelle 7 zone pastorali, pari a una quota significativa dei circa 250 doposcuola noti a Caritas.

Questi servizi accolgono complessivamente oltre 7.500 bambini e ragazzi, confermandosi un presidio fondamentale per minori e famiglie, soprattutto nei contesti più fragili.

Un monitoraggio costante per capire come cambia il supporto educativo

La rilevazione prosegue un lavoro di osservazione avviato da Caritas Ambrosiana nel 2010. L’indagine di quest’anno analizza: la distribuzione territoriale dei doposcuola, il profilo dei minori e dei volontari, le attività proposte, i modelli organizzativi, la collaborazione con scuole, parrocchie e servizi del territorio. Il quadro che emerge mostra una rete in evoluzione, capace di innovare metodi e strumenti e di investire in competenze professionali e volontarie più strutturate.

Doposcuola sempre più qualificati: una risposta concreta ai bisogni dei minori

Secondo i dati raccolti, i doposcuola della diocesi stanno diventando servizi sempre più specializzati, in grado di rispondere con efficacia ai bisogni educativi e sociali dei minori, di sostenere le famiglie e di collaborare con le comunità scolastiche.

Una crescita che non è solo numerica, ma anche qualitativa, e che conferma l’importanza di investire nei percorsi di supporto allo studio come strumento di prevenzione della povertà educativa.

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