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Categoria: ARTE - CULTURA

Il Museo Poldi Pezzoli di Milao riapre il Salone Dorato: tornano gli arazzi e l'arcata nascosta da mezzo secolo

L'intervento rientra nel nuovo programma italiano del World Monuments Fund. Sabato 19 settembre il museo apre gratuitamente, e dal 24 partono le visite guidate del giovedì in pausa pranzo.

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Il Salone Dorato del Museo Poldi Pezzoli di Milano è tornato alla configurazione pensata dal suo fondatore. L'intervento, condotto nell'ambito del nuovo progetto italiano del World Monuments Fund, ha permesso di ricollocare nella sala due arazzi fiamminghi del Seicento e di riportare alla vista la grande arcata in marmo della finestra affacciata sul giardino, occultata da un controsoffitto installato nel 1974. Cinquantadue anni di invisibilità si sono chiusi con la rimozione di quella struttura, che aveva compresso l'altezza dell'ambiente e cancellato uno degli elementi architettonici più caratterizzanti dell'allestimento ottocentesco.


Caruso: "Una parte della storia di Milano e della Lombardia"


Alla presentazione è intervenuta l'assessora regionale alla Cultura Francesca Caruso, che ha insistito sul legame tra la sala e la collezione che ospita. "Il Salone Dorato custodisce una parte importante della storia del Poldi Pezzoli, di Milano e della Lombardia", ha dichiarato. "Qui Gian Giacomo Poldi Pezzoli aveva scelto di riunire le opere più preziose della sua collezione, in un ambiente pensato per accoglierle. Recuperare questo rapporto tra la sala e i suoi capolavori permette ai visitatori di comprendere meglio il museo e l'idea da cui è nato".


Il progetto


La curatela è della direttrice Alessandra Quarto e dell'architetto Piero Guicciardini, con un percorso concordato con la Soprintendenza. L'intervento si colloca nel programma di studio e valorizzazione degli ambienti e delle collezioni che il museo ha avviato nel 2023. Il punto di partenza non è stato l'assetto ottocentesco originario, andato distrutto, ma la ricostruzione realizzata da Fernanda Wittgens dopo i bombardamenti dell'agosto 1943, che avevano cancellato gli allestimenti storici.


L'arco


Nell'anno precedente una videoispezione aveva verificato che l'arco della finestra a serliana esistesse ancora dietro la struttura e si trovasse in buono stato di conservazione, condizione che ha reso possibile procedere con l'intervento. Il nuovo allestimento restituisce alla sala la sua altezza, mette in risalto la grande specchiera veneziana del Settecento e ricolloca i due arazzi con le Storie di Amadigi di Gaula, tessuti nel 1602 da François Spiering.


Proprio le dimensioni di quelle opere ne avevano impedito l'esposizione nella sala. "Il recupero restituisce ai visitatori anche opere che, per le dimensioni, non potevano più essere esposte", ha osservato Caruso. "È un risultato che arricchisce la visita e permette di conoscere meglio le collezioni del Poldi Pezzoli. La collaborazione con il World Monuments Fund dà valore al lavoro del museo, che attraverso le ricerche e i restauri ha ricostruito una parte della propria storia e l'ha resa accessibile al pubblico".


Il contratto del 1876 


Accanto alle indagini architettoniche, il recupero si è basato sullo spoglio dei documenti che raccontano come il Salone venne progettato e costruito. Tra le carte è emerso il contratto relativo alla finestra a serliana, che fissava la consegna dei lavori al 15 settembre 1876: centocinquant'anni esatti prima della presentazione dell'intervento. Le ricerche hanno permesso di ricostruire le trasformazioni subite dall'ambiente, dalla configurazione ottocentesca fino alle modifiche introdotte nel dopoguerra.


Informazioni sulle visite


Per accompagnare la riapertura della sala il museo ha previsto due iniziative. Sabato 19 settembre, dalle 10 alle 18, l'accesso al Poldi Pezzoli sarà gratuito, così da consentire a chiunque di vedere il Salone nella sua nuova veste.


A partire da giovedì 24 settembre, e poi con cadenza settimanale, saranno inoltre attive visite guidate nella fascia della pausa pranzo, dedicate all'intervento di recupero e alle opere esposte nella sala.


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