Il quartiere Corvetto ricorda Moha: fiaccolata per il giovane morto in scooter dopo aver incrociato la polizia
Oltre cento persone in piazza per salutare Mahmoud Mohamed Milano – Una folla commossa ha invaso le strade del quartiere Corvetto per rendere omaggio a Mahmoud Mohamed, conosciuto da tutti come Moha, il ventenne deceduto in un tragico incidente avvenuto nella notte del 21 maggio in via Cassano d’Adda. Il giovane ha perso la vita […]
Oltre cento persone in piazza per salutare Mahmoud Mohamed
Milano – Una folla commossa ha invaso le strade del quartiere Corvetto per rendere omaggio a Mahmoud Mohamed, conosciuto da tutti come Moha, il ventenne deceduto in un tragico incidente avvenuto nella notte del 21 maggio in via Cassano d’Adda. Il giovane ha perso la vita schiantandosi contro un semaforo mentre era alla guida di uno scooter, dopo aver incrociato una pattuglia della polizia lungo viale Ortles.
Fiaccole, palloncini e lacrime: l’addio della comunità a Moha
Nella sera di martedì 27 maggio, più di un centinaio di persone si sono radunate in piazzale Corvetto, portando con sé striscioni, fiaccole e palloncini bianchi. Tra i presenti, anche i familiari del ragazzo e gli amici che con lui avevano condiviso l’infanzia nel quartiere. Particolarmente toccante la presenza di Yehia Elgaml, padre di Ramy, un altro giovane del Corvetto morto lo scorso novembre durante un inseguimento con i carabinieri.
Uno dei cartelli più fotografati riportava la scritta: “Ramy e Moha per sempre con noi”, a testimonianza del legame profondo tra i due ragazzi, cresciuti negli stessi palazzi e scomparsi a sei mesi di distanza l’uno dall’altro.
Il corteo tra dolore e fuochi d’artificio
Dopo la partenza dal piazzale, il corteo ha sfilato silenziosamente fino al luogo dell’incidente. Una volta giunti sul posto, sono stati liberati in cielo decine di palloncini in memoria di Moha. Il silenzio è stato rotto dal grido disperato della madre del ragazzo, seguito da applausi e fuochi d’artificio lanciati in segno di saluto.
Gli amici hanno poi chiesto rispetto e calma, invitando i partecipanti a non trasformare il momento di dolore in un’occasione per creare disordini. “Abbiamo salutato nostro fratello. Per rispetto del suo nome, chiediamo a tutti di tornare a casa in pace”, è stato l’appello degli organizzatori.
Dalla via dell’incidente a via Quaranta: due tragedie a poca distanza
Il corteo ha proseguito fino a via Quaranta, incrocio con via Ripamonti, dove sei mesi fa perse la vita Ramy Elgaml. La brevissima distanza tra i due luoghi – meno di un chilometro – ha reso ancora più simbolico il percorso scelto dai partecipanti, che hanno voluto così unire idealmente i destini dei due amici scomparsi prematuramente.
“Non siamo criminali: il Corvetto è una comunità ferita”
Durante la fiaccolata, alcune voci si sono levate contro i pregiudizi che spesso colpiscono il quartiere. “Chi abita al Corvetto non è un delinquente”, ha detto una giovane amica di Moha parlando al megafono. “Troppo spesso – ha aggiunto – veniamo dipinti come criminali. Anche ora si insinua che qualcuno stesse scappando, senza considerazione per il dolore delle famiglie”.
I manifestanti hanno inoltre chiesto ai giornalisti di non avvicinarsi ai parenti del ragazzo per rispetto della loro privacy e del momento di lutto.
La fiaccolata si è conclusa con un messaggio chiaro: il quartiere non intende dimenticare Moha, né accettare che la sua memoria venga offuscata da narrazioni distorte. Il suo nome, insieme a quello di Ramy, continuerà a vivere nei ricordi di chi li ha conosciuti e amati. La comunità chiede ora rispetto, ascolto e verità.