Il quartiere Dergano-Bovisa si mobilita per salvare gli alberi storici di via Cantoni: raccolte oltre mille firme
Il quartiere Derganino-Bovisa è al centro di una mobilitazione civica che ha raccolto, tra piattaforma digitale e moduli cartacei, oltre mille adesioni contrarie all’abbattimento di sette alberi storici situati in via Costanzo Cantoni. L’iniziativa, promossa dal Comitato Residenti via Cantoni insieme al Comitato BovisAttiva APS, ha già portato alla presentazione di un’istanza formale al Municipio […]
Il quartiere Derganino-Bovisa è al centro di una mobilitazione civica che ha raccolto, tra piattaforma digitale e moduli cartacei, oltre mille adesioni contrarie all’abbattimento di sette alberi storici situati in via Costanzo Cantoni. L’iniziativa, promossa dal Comitato Residenti via Cantoni insieme al Comitato BovisAttiva APS, ha già portato alla presentazione di un’istanza formale al Municipio 9.
Il taglio previsto per il cantiere di Piazzale Lugano
Gli esemplari a rischio, tra cui cedri dell’Himalaya, platani e gelsi ultrasettantenni, dovrebbero essere abbattuti per consentire il passaggio dei mezzi pesanti destinati ai lavori dell’ex scalo postale di Piazzale Lugano, nell’ambito del Piano Attuativo PA5, oltre che per permettere la posa dei sottoservizi tecnologici da parte di Poste Italiane. Sulla piattaforma istituzionale Milano Partecipa sono state raccolte oltre 550 firme digitali, a cui si affianca un numero equivalente di sottoscrizioni raccolte su moduli cartacei direttamente tra i residenti del quartiere.
La contraddizione con gli strumenti urbanistici comunali
Secondo il comitato promotore, la scelta di procedere al taglio si porrebbe in aperto contrasto con gli stessi indirizzi adottati dall’Amministrazione comunale. La scheda del Piano Attuativo PA5 richiama infatti la necessità di “assicurare la continuità del sistema del verde”, mentre il Piano Aria e Clima e l’articolo 10 del Piano delle Regole del PGT impongono la tutela della salute pubblica, la mitigazione delle isole di calore e il miglioramento del microclima urbano. Per i residenti, la rimozione di questo tratto di verde urbano rappresenterebbe quindi un tradimento di tali impegni, dal momento che le eventuali piantumazioni compensative richiederebbero decenni prima di garantire un beneficio ambientale paragonabile a quello offerto oggi dagli alberi maturi.
La voce della portavoce dei residenti
“Siamo qui per chiedere un atto di responsabilità e di coraggio politico: fermare l’abbattimento degli alberi storici di via Cantoni”, ha dichiarato Laura Pessoni, portavoce del comitato. “Sappiamo che il cantiere di Piazzale Lugano è un’opera strategica e non siamo i cittadini del no a prescindere. Ma non possiamo accettare che la soluzione più facile ed economica per far passare i camion sia distruggere alberi maturi che svolgono servizi ecosistemici vitali contro lo smog e l’afa”. Pessoni ha aggiunto che “per riavere piante così occorrono più di 60 anni, ma la salute non aspetta” e che “il riscaldamento globale non è democratico: il diritto al fresco deve rimanere un diritto umano e collettivo”.
Le soluzioni tecniche proposte dai residenti
Il comitato non si limita alla protesta, ma indica soluzioni alternative già sottoposte all’Amministrazione. Tra le proposte figura l’istituzione di un transito temporaneo per i mezzi pesanti attraverso accessi interni alle aree dismesse, oppure l’adozione di un senso unico alternato provvisorio lungo la via. Viene inoltre richiesto che l’operatore privato Poste Italiane valuti un tracciato alternativo per le proprie reti tecnologiche, così da evitare di intaccare l’apparato radicale degli alberi coinvolti.
La richiesta al Municipio 9 e i timori dei residenti
I promotori dell’iniziativa chiedono ora alla Giunta del Municipio 9 di esprimere una posizione formalmente contraria al taglio e di attivare con urgenza un confronto con l’Assessorato all’Ambiente competente, al fine di individuare soluzioni che concilino la realizzazione dell’opera con la tutela del patrimonio arboreo esistente. Nel comunicato, il comitato esprime inoltre preoccupazione che l’Amministrazione possa approfittare della pausa estiva, tradizionalmente caratterizzata da una minore attenzione pubblica, per procedere comunque all’abbattimento delle piante.