Imprese lombarde sotto pressione per la Guerra in Medio Oriente tra costi in aumento e fatturati in calo
Indagine Confcommercio: guerra in Medio Oriente pesa su imprese lombarde tra costi in aumento e calo dei ricavi.
Il conflitto in Medio Oriente sta producendo effetti concreti sull’economia locale. A evidenziarlo è un’indagine di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, basata sulle risposte di oltre 500 imprese del terziario attive tra Milano, Monza Brianza e Lodi. Tre aziende su quattro dichiarano di subire conseguenze negative, in un quadro segnato da incertezza internazionale, rallentamenti commerciali e aumento generalizzato dei costi.
Turismo, commercio e servizi in difficoltà
Tra gli effetti più immediati si registra una riduzione dei flussi turistici, accompagnata da criticità nell’importazione di beni e materie prime e da difficoltà nei servizi. Anche l’export risente della situazione, seppur in misura più contenuta. La percezione del rischio è elevata: la quasi totalità delle imprese ritiene che la crisi in corso continuerà a incidere sull’attività economica nei prossimi mesi, con previsioni di fatturato in calo già nel 2026.
Costi operativi in forte crescita
Uno degli aspetti più critici riguarda l’aumento dei costi. Oltre l’80% delle imprese segnala un incremento delle spese operative, spesso superiore al 5%. A pesare sono soprattutto energia, trasporti e assicurazioni, ma anche la volatilità dei prezzi delle materie prime e i ritardi nelle consegne, che complicano la gestione quotidiana delle attività.
Catene di approvvigionamento sotto pressione
Il sistema logistico risulta particolarmente vulnerabile. Molte imprese dipendono da fornitori o rotte commerciali che attraversano l’area del conflitto, con conseguenti rallentamenti nelle consegne. I tempi di approvvigionamento si sono allungati in modo significativo per una parte rilevante delle aziende, mentre oltre la metà segnala blocchi o ritardi nelle merci provenienti dall’Asia.
Energia, la voce di costo più critica
Il caro energia rappresenta una delle principali emergenze per il sistema produttivo. Per molte imprese, il peso dell’energia sui costi complessivi è diventato sempre più rilevante, incidendo in modo significativo sui margini. Secondo Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, l’aumento dei prezzi energetici sta già colpendo le imprese e si rifletterà in modo ancora più evidente nei prossimi mesi.
Meno profitti e investimenti rinviati
Di fronte a questo scenario, molte aziende stanno adottando strategie difensive. La riduzione dei margini di profitto è una scelta diffusa, mentre una quota significativa di imprese ha deciso di posticipare gli investimenti. Alcune realtà stanno inoltre diversificando i fornitori o rivedendo i contratti di approvvigionamento, nel tentativo di ridurre i rischi legati all’instabilità internazionale.
Export e import: i numeri del Medio Oriente
Nonostante le difficoltà, i rapporti commerciali con il Medio Oriente restano rilevanti. Nell’area milanese, le esportazioni hanno superato il miliardo di euro nell’ultimo trimestre del 2025, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente.
I principali prodotti esportati sono macchinari, moda e chimica, mentre le importazioni riguardano soprattutto metalli e prodotti chimici. Anche Monza Brianza registra un incremento degli scambi, mentre Lodi mostra dinamiche più contenute.
Di fronte a una congiuntura complessa, le imprese chiedono interventi immediati. La priorità indicata dalla maggioranza è la riduzione del costo dell’energia, seguita da misure fiscali e da un accesso più agevole al credito.