Inaugurato al Sacco di Milano il primo Pronto Soccorso infettivologico in Italia
Milano – È stato ufficialmente inaugurato all’Ospedale Luigi Sacco di Milano il primo Pronto Soccorso infettivologico d’Italia. Si tratta di una struttura unica nel suo genere pensata per rafforzare la risposta alle emergenze sanitarie legate a malattie infettive e bioemergenze. Una risposta concreta alle nuove sfide sanitarie Il nuovo reparto nasce come evoluzione diretta dell’esperienza […]
Milano – È stato ufficialmente inaugurato all’Ospedale Luigi Sacco di Milano il primo Pronto Soccorso infettivologico d’Italia. Si tratta di una struttura unica nel suo genere pensata per rafforzare la risposta alle emergenze sanitarie legate a malattie infettive e bioemergenze.
Una risposta concreta alle nuove sfide sanitarie
Il nuovo reparto nasce come evoluzione diretta dell’esperienza maturata durante la pandemia di Covid-19 e rappresenta un modello innovativo di gestione delle emergenze infettivologiche. Finanziato da Eni S.p.A. con il supporto dell’ASST Fatebenefratelli Sacco e grazie a numerose donazioni private, il progetto punta a diventare un hub nazionale di alta specializzazione.
Struttura all’avanguardia e percorsi sicuri
Il nuovo pronto soccorso si estende su una superficie complessiva di 1.500 mq, di cui 300 ristrutturati, e presenta soluzioni all’avanguardia per la gestione di casi sospetti o confermati di malattie altamente contagiose. Tra le dotazioni più rilevanti:
- Percorsi separati e sicuri per pazienti e personale sanitario
- Camere a biocontenimento di livello BSL-2 e BSL-4
- Box singoli per pazienti infettivi con porte a tenuta
- Filtri HEPA e impianti di ventilazione con almeno 12 ricambi d’aria all’ora
- Locale di osservazione breve intensiva (O.B.I.) da sei posti letto
- Zone dedicate alla decontaminazione di operatori e pazienti
Un passo avanti per la sanità pubblica lombarda
Durante la cerimonia di inaugurazione, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato l’importanza di strutture come questa per modernizzare il Servizio Sanitario Nazionale. “Un pronto soccorso di nuova generazione che guarda al futuro, mantenendo i principi fondanti della sanità pubblica: gratuità, universalismo e attenzione ai più fragili”.
Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha elogiato il progetto, definendolo “un centro di eccellenza e solidarietà”, frutto di una efficace sinergia tra enti pubblici e donatori privati.
Sacco candidato a diventare IRCCS per le malattie infettive
L’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha annunciato che Regione Lombardia intende chiedere il riconoscimento dell’Ospedale Sacco come IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), rafforzandone così il ruolo strategico nella ricerca e nel contrasto alle epidemie.
Il ruolo dell’ASST e le prospettive future
La direttrice generale dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo, ha evidenziato il cambiamento di paradigma nella gestione delle emergenze. “Questa struttura rappresenta un punto di svolta: ci permette di agire tempestivamente, in modo sicuro, e con tecnologie che assicurano il massimo livello di protezione per pazienti e operatori”.
I lavori, avviati nel febbraio 2022, si sono conclusi nei tempi previsti, dimostrando l’efficacia di una gestione integrata dei fondi pubblici e privati, inclusi quelli del PNRR.
Un modello replicabile per il futuro della rete d’emergenza
Grazie alla sua configurazione modulare e alle tecnologie di ultima generazione, il nuovo Pronto Soccorso del Sacco si propone come modello replicabile a livello nazionale per rafforzare la rete di emergenza-urgenza e rispondere in modo proattivo alle future crisi sanitarie.