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Incendio alla stazione di Milano Porta Garibaldi, fumo nero sui binari e due pompieri colti da malore

Le fiamme lungo il binario 20

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Un incendio è divampato nella mattinata di giovedì 30 luglio lungo i binari della stazione di Milano Porta Garibaldi, all'altezza del binario 20, nel tratto di galleria che collega lo scalo alla Stazione Centrale, nei pressi di via Pepe. Il rogo ha interessato alcuni cavi elettrici e materiale dell'infrastruttura ferroviaria, generando una densa colonna di fumo nero che si è alzata verso il cielo, invadendo parzialmente i binari.


L'allarme e i primi interventi


La richiesta di intervento è giunta alla centrale operativa del comando dei vigili del fuoco di via Messina poco dopo le 8.30. Sul posto si sono mobilitati diversi mezzi dei pompieri, insieme agli agenti della Polfer, della Polizia Locale e a un'ambulanza. A notare per primi il fumo proveniente dal tunnel sono stati alcuni agenti della Polfer in servizio presso la stazione, che hanno utilizzato un estintore per contenere le fiamme partite da un cavedio adiacente al binario, propagatesi poi ai cavi e a un quadro elettrico. Gli stessi agenti hanno inoltre prestato soccorso a un uomo senza fissa dimora presente sul posto. La circolazione ferroviaria è stata bloccata in attesa dell'intervento dei vigili del fuoco, e l'incendio è stato dichiarato spento intorno alle 11.30, quando i caschi rossi hanno proceduto alla ventilazione del condotto.


Masserizie e un rifugio di fortuna all'origine del rogo


Dai primi accertamenti, le fiamme sarebbero partite da alcune masserizie accumulate nella galleria Mirabello, un'area che offre spesso riparo a persone senza fissa dimora. Più nel dettaglio, il fuoco sarebbe divampato all'interno di un locale tecnico, dove sono stati rinvenuti oggetti di vario genere. "È partito da vicino al binario 20", ha spiegato ai giornalisti Mario Balsamo, caposquadra dei vigili del fuoco. "Diciamo di fianco a quello che potrebbe essere il piano del calpestio della banchina. Ci sono dei cavedi. Abbiamo trovato pentole, padelle e quello che potrebbe essere generi o cose che potrebbero far presumere che ci potesse vivere qualcuno".


Temperature fino a 400 gradi e due pompieri in difficoltà


La conformazione della galleria ha favorito il rapido innalzamento delle temperature durante le operazioni di spegnimento. Il vapore prodotto dall'acqua utilizzata per domare le fiamme ha fatto salire i valori fino a 300-400 gradi nell'area dell'intervento. "Due colleghi a seguito delle alte temperature suppongo abbiano avuto una crisi da ipertermia", ha raccontato Balsamo. "Hanno chiamato il Mayday, poi abbiamo mandato del personale per poterli liberare dagli indumenti. E adesso sembrerebbe che stiano bene".




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