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Inchiesta curve di San Siro, nuove condanne e patteggiamenti per estorsione e usura: due anni all’ex ultrà Mauro Russo

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulle curve di San Siro: patteggiamenti e condanne per estorsione, usura e false fatture.

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Arrivano nuove decisioni della magistratura nell’inchiesta milanese sulle curve dello stadio di San Siro, che negli ultimi mesi ha portato alla luce un sistema di presunte estorsioni, usura e irregolarità fiscali legate al mondo ultrà. Nel procedimento, coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia di Milano, sono stati definiti diversi patteggiamenti e condanne.

Tra gli imputati figura anche Mauro Russo, ex ultrà della curva Nord interista ed ex socio in un marchio di moda legato a Paolo Maldini e Christian Vieri, entrambi estranei all’indagine. Russo, arrestato il 5 maggio 2025, ha raggiunto un accordo con la procura e ha patteggiato una pena di due anni di reclusione con sospensione condizionale.

Le accuse tra estorsioni, usura e false fatture

Il filone investigativo, coordinato dai pubblici ministeri Paolo Storari, Sara Ombra e Leonardo Lesti e condotto dalla Squadra mobile della Polizia insieme al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza, ruota attorno a presunte attività illecite nel contesto delle tifoserie organizzate. Secondo l’impianto accusatorio, alcune delle condotte contestate avrebbero avuto anche l’aggravante di aver favorito la cosca della famiglia Bellocco. Le indagini hanno preso in esame diversi episodi, tra cui presunti prestiti a tassi usurari e tentativi di pressione economica nel mondo delle attività collegate al tifo organizzato.

Il business dei parcheggi attorno allo stadio

Uno dei capitoli centrali dell’inchiesta riguarda il presunto sistema di estorsioni legato alla gestione dei parcheggi nelle aree attorno allo stadio. Gli investigatori ritengono che fosse richiesto denaro per garantire una sorta di “protezione”, evitando danni alle auto lasciate in sosta nei giorni delle partite.

Russo, finito agli arresti domiciliari dopo il fermo, sarebbe stato coinvolto come intermediario in questo meccanismo. Davanti al giudice per le indagini preliminari aveva però respinto le accuse, sostenendo di aver svolto soltanto un ruolo di consulenza e di non aver partecipato ad alcuna estorsione.

Le altre condanne nel procedimento

Nel procedimento sono arrivate anche altre decisioni giudiziarie. La giudice per l’udienza preliminare Francesca Ballesi ha condannato con rito abbreviato Francesco Intagliata a sette anni di reclusione, pena che si aggiunge a una precedente condanna già inflitta nel processo principale sul caso delle curve.

Sono state inoltre stabilite pene minori per altri imputati coinvolti nello stesso filone d’indagine. Davide Scarfone ha patteggiato due anni con sospensione della pena, mentre Filippo Monardo è stato condannato a due anni e undici mesi. Carmelo Montalto ha ricevuto una condanna a due anni e quattro mesi, e Domenico Sità a due anni e otto mesi.

Il ruolo di Andrea Beretta e i retroscena dell’inchiesta

Tra gli episodi esaminati dagli inquirenti compare anche la vicenda legata alla società di merchandising riconducibile ad Andrea Beretta, ex leader della curva Nord interista. Gli investigatori hanno ipotizzato tentativi di estrometterlo dalla gestione dell’attività.

Beretta, diventato collaboratore di giustizia alla fine del 2024, è anche coinvolto in un altro capitolo drammatico della vicenda: nel settembre dello stesso anno uccise Antonio Bellocco, indicato dagli inquirenti come uno dei presunti usurai coinvolti nelle attività contestate.

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