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Inchiesta “Doppia Curva”, condannati i leader ultras milanisti e interisti: 10 anni di carcere per Lucci e Beretta

Milano – È arrivata nel pomeriggio di martedì 17 giugno, nell’aula bunker adiacente al carcere di San Vittore, la sentenza di primo grado del processo abbreviato relativo a una delle tranche principali dell’inchiesta “Doppia Curva”. Il procedimento giudiziario, che ha colpito duramente i vertici del tifo organizzato milanese, si è concluso con condanne pesanti per […]

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Milano – È arrivata nel pomeriggio di martedì 17 giugno, nell’aula bunker adiacente al carcere di San Vittore, la sentenza di primo grado del processo abbreviato relativo a una delle tranche principali dell’inchiesta “Doppia Curva”. Il procedimento giudiziario, che ha colpito duramente i vertici del tifo organizzato milanese, si è concluso con condanne pesanti per alcuni dei protagonisti storici delle curve di Milan e Inter.

Lucci e Beretta: 10 anni di carcere per i volti simbolo delle curve

Il tribunale di Milano ha condannato Luca Lucci, leader della Curva Sud rossonera, e Andrea Beretta, ex capo della Curva Nord nerazzurra, entrambi a 10 anni di reclusione. Beretta, attualmente collaboratore di giustizia, era imputato per l’omicidio di Antonio Bellocco e per associazione a delinquere con finalità mafiose. A sorpresa, la pena inflitta è risultata addirittura più alta rispetto ai 9 anni richiesti dalla Procura.

Risarcimenti milionari a club e familiari delle vittime

Il giudice ha riconosciuto provvisionali significative alle parti civili. Alla famiglia di Antonio Bellocco, figura di spicco della curva interista e ritenuto vicino alla criminalità organizzata calabrese, sono stati assegnati 520.000 euro. Inter e Milan riceveranno ciascuno 50.000 euro, mentre alla Lega Calcio spetteranno 20.000 euro a titolo di risarcimento.

Presidio fuori da San Vittore: solidarietà dagli ultras

Mentre all’interno del bunker si pronunciavano le condanne, all’esterno – in via Pietro Azario – decine di tifosi (in prevalenza rossoneri) si sono radunati per esprimere sostegno agli imputati. “Non li difendiamo perché sono amici, li difendiamo perché riteniamo che su certi reati associativi siano innocenti”, ha dichiarato Marco Pacini, esponente del tifo organizzato del Milan.

Una rete criminale tra calcio e criminalità organizzata

L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile di Milano sotto la direzione dei magistrati Paolo Storari e Sara Ombra della Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato alla luce una fitta rete di violenze, intimidazioni e legami con clan mafiosi. Coinvolti 16 imputati, giudicati con rito abbreviato davanti alla GUP Rossana Mongiardo.

Condanne per altri esponenti delle curve di Milan e Inter

Oltre a Lucci e Beretta, il tribunale ha inflitto pene anche a numerosi altri esponenti del tifo organizzato:

  • Marco Ferdico (Inter): 8 anni
  • Giuseppe Caminiti: 5 anni (in carcere anche per omicidi passati, incluso quello di Vittorio Boiocchi)
  • Cristian Ferrario e Mauro Nepi: 6 anni
  • Gianfranco Ferdico e Matteo Norrito: 4 anni e 8 mesi
  • Renato Bosetti: 4 anni
  • Debora Turiello (la “cassiera” della curva): 2 anni con sospensione
  • Daniele Cataldo (Milan): 10 anni, ritenuto l’esecutore del tentato omicidio di Enzo Anghinelli
  • Fabiano Capuzzo: 4 anni e 4 mesi
  • Alessandro Sticco: 5 anni
  • Islam Hagag e Luciano Romano: 3 anni e 4 mesi

Restano ancora in corso altri filoni dell’inchiesta. Giovedì 19 giugno è attesa la sentenza per Francesco Lucci (fratello di Luca), Christian Rosiello (ex bodyguard di Fedez) e Riccardo Bonissi, tutti imputati in un procedimento parallelo legato ai medesimi episodi.

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