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Inchiesta Doppia Curva: le condanne confermano affari illeciti, violenze e legami mafiosi nelle curve di Inter e Milan

Dalle motivazioni della sentenza sul caso Doppia Curva: affari da oltre 100mila euro, intimidazioni e rapporti con la ’ndrangheta.

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Dietro le coreografie e il tifo sugli spalti di San Siro si nascondeva un sistema di affari illegali, fatto di intimidazioni, violenze e interessi economici. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato 16 imputati nel processo abbreviato legato al maxi blitz “Doppia Curva”.

Curva Sud Milan: incassi di oltre 100mila euro all’anno e controllo totale

Secondo la giudice per l’udienza preliminare Rossana Mongiardo, la Curva Sud milanista era gestita con l’obiettivo di mantenere il pieno controllo degli introiti. La scelta di non condividere la gestione avrebbe alimentato azioni intimidatorie e violente, finalizzate a garantire guadagni illeciti. Tra le principali fonti di profitto, la rivendita dei biglietti, che avrebbe assicurato incassi superiori ai 100mila euro all’anno.

Curva Nord Inter: la copertura e il legame mafioso

Diverso ma altrettanto grave il quadro delineato per la Curva Nord interista, descritta come una struttura funzionale a coprire attività illegali. Secondo la sentenza, il gruppo avrebbe beneficiato di una protezione di tipo mafioso, con il coinvolgimento e l’avallo del clan della ’ndrangheta dei Bellocco, configurando così l’aggravante mafiosa.

Il maxi blitz e l’inchiesta della Dda

L’indagine, coordinata dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano, ha portato nel settembre 2024 a un’operazione congiunta di Polizia e Guardia di finanza. Il procedimento si è concluso con condanne complessive che sfiorano i 90 anni di carcere, confermando tutte le accuse contestate dall’accusa. Le pene più severe sono state inflitte ai leader dei due gruppi: dieci anni di reclusione ciascuno per Andrea Beretta, ex capo della Curva Nord oggi collaboratore di giustizia, e per Luca Lucci, figura di riferimento della Curva Sud milanista.

La giudice ha riconosciuto un ampio spettro di reati, che vanno dall’omicidio del 2024 di Antonio Bellocco, esponente dell’omonima cosca, a un tentato omicidio risalente a sei anni fa. Al centro dell’inchiesta anche l’esistenza di un presunto accordo tra le due curve per la gestione degli affari illegali, nonostante le rivalità sportive.

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