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Categoria: ISTITUZIONI

Inchiesta sull’urbanistica, Bruno Dapei ad Affaritaliani: “Il sindaco Sala non deve dimettersi”

Milano – In un’intervista esclusiva rilasciata ad Affaritaliani, , storico esponente di Forza Italia e già presidente del consiglio della Provincia di Milano, direttore generale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, ideatore e cofondatore di WikiMilano, ha espresso un’opinione netta sul caso giudiziario che coinvolge il sindaco di Milano, Beppe Sala. Nonostante le richieste di dimissioni che provengono […]

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Milano – In un’intervista esclusiva rilasciata ad Affaritaliani, Bruno Dapei, storico esponente di Forza Italia e già presidente del consiglio della Provincia di Milano, direttore generale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, ideatore e cofondatore di WikiMilano, ha espresso un’opinione netta sul caso giudiziario che coinvolge il sindaco di Milano, Beppe Sala. Nonostante le richieste di dimissioni che provengono dal centrodestra, Dapei si è detto contrario a un passo simile.

Il commento sulle dimissioni: “Non vedo motivi per cui Sala debba lasciare”

Dapei ha spiegato che, per quanto si sappia al momento, non esistono motivazioni sufficienti per far dimettere il primo cittadino. “Mi auguro che il mio partito, Forza Italia, dimostri i suoi valori e la sua maturità. Per quanto sappiamo ad oggi, non vedo motivi per cui Sala debba dimettersi per questa vicenda”.

Inoltre, ha rimarcato la necessità di un approccio elettorale per giudicare l’amministrazione. “Al PD e alla sinistra, che lo hanno sostenuto in questi anni, va presentato il conto della cattiva gestione di tante questioni in città e a fine mandato vanno sconfitti alle urne, come il centrodestra ha dimostrato più volte di poter fare. Senza scorciatoie”.

Il ruolo della magistratura e il rischio di “giustizialismo”

Sul fronte giudiziario, Dapei ha sottolineato il corretto funzionamento della magistratura, pur mettendo in guardia dalle conseguenze di misure preventive affrettate. “La Procura fa il suo mestiere: indaga e può chiedere misure cautelari. Ma io mi chiedo: se si arresta un assessore per impedire che reiteri un presunto reato, e poi il processo stabilisce che quel reato non c’era, ci rendiamo conto di che sconfitta sarebbe per la democrazia?”.

Ha portato ad esempio un caso recente: “Il sindaco di Legnano in carica pochi anni fa, un galantuomo di centrodestra, fu arrestato ancor prima del processo e la sua amministrazione cadde. È stato poi assolto con formula piena. Ma il danno fatto a lui e agli elettori non è risarcibile”.

Urbanistica a Milano: una questione complessa e delicata

Interrogato sulla gestione dell’edilizia e sulle presunte irregolarità a Milano, Dapei ha evidenziato le difficoltà di governare una città complessa: “Amministrare una città è un lavoro complesso. A volte il confine tra la volontà di far funzionare le cose e un’illegalità può apparire sottile”.

Ha ricordato come “su questa vicenda pesa anche l’incapacità della politica di sciogliere il nodo affrontato dal Salva-Milano, poi affossato”. Aggiungendo che “c’è chi considera la legge urbanistica nazionale del 1942 ancora pienamente vigente, e vede quindi una serie di violazioni procedurali in molti progetti edilizi milanesi; c’è chi, a seguito della modifica costituzionale del Titolo V, ritiene che prevalgano le norme introdotte dagli Enti locali”.

La sfida per la democrazia e il garantismo

Dapei ha concluso con un appello alla tutela dei principi democratici: “Si sta giocando una partita grande e importante. Io mi auguro che a vincerla sia la democrazia, e il garantismo di cui non ci si deve ricordare solo quando sembra fare comodo. Mi rendo conto che possa sembrare il sistema peggiore, ma solo eccettuati tutti gli altri…”.

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