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Inchiesta ultras a Milano: chieste pene fino a 10 anni per Luca Lucci e altri esponenti della Curva Sud

Milano – Nuovi sviluppi nell’indagine che coinvolge esponenti di spicco del tifo organizzato rossonero. La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per Luca Lucci, figura centrale della Curva Sud del Milan, nell’ambito del processo in corso che vede coinvolti diversi membri della tifoseria. Chieste pene fino a […]

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Milano – Nuovi sviluppi nell’indagine che coinvolge esponenti di spicco del tifo organizzato rossonero. La Direzione distrettuale antimafia di Milano ha chiesto la condanna a 10 anni di reclusione per Luca Lucci, figura centrale della Curva Sud del Milan, nell’ambito del processo in corso che vede coinvolti diversi membri della tifoseria.

Chieste pene fino a 4 anni e mezzo per altri dirigenti del tifo organizzato

Oltre a Lucci, la Procura ha formulato richieste di condanna per altri quattro esponenti del direttivo della Curva Sud, accusati di far parte di un’associazione a delinquere:

  • Fabiano Capuzzo e Alessandro Sticco: 4 anni e 6 mesi
  • Islam Hagag e Luciano Romano: 3 anni e 4 mesi

Per tutti è stata richiesta anche la libertà vigilata a pena espiata, oltre a pene accessorie che comprendono restrizioni personali.

Processo separato per Francesco Lucci, Rosiello e Bonissi: pene richieste fino a quasi 7 anni

Parallelamente, un secondo filone giudiziario sta interessando altri tre nomi noti del panorama ultras milanista:

  • Francesco Lucci, fratello di Luca
  • Christian Rosiello, ex bodyguard del cantante Fedez
  • Riccardo Bonissi, noto frequentatore della curva

Inizialmente giudicati con rito ordinario, i loro procedimenti sono stati successivamente convertiti in rito abbreviato. Per loro la pubblica accusa ha richiesto pene comprese tra 6 anni e 10 mesi e 4 anni e mezzo di reclusione.

La strategia della Procura: lotta alle infiltrazioni criminali nel tifo organizzato

Le indagini, coordinate dalla DDA milanese, hanno acceso i riflettori su una presunta struttura organizzata all’interno della curva rossonera, con ruoli e funzioni ben definiti, accusata di attività illecite tra cui estorsione e spaccio di sostanze stupefacenti. Secondo l’impianto accusatorio, l’organizzazione avrebbe agito con metodi mafiosi per il controllo del tifo e di alcune aree dello stadio.

Attesa per le decisioni del tribunale

Le richieste della Procura saranno ora al vaglio del giudice, che dovrà decidere se accogliere le istanze dell’accusa o assolvere gli imputati. La sentenza è attesa nelle prossime settimane e potrebbe rappresentare un punto di svolta nel contrasto alle infiltrazioni criminali nel mondo del tifo organizzato.

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