Inchiesta urbanistica Milano, il Riesame libera l’architetto Scandurra: “Nessuna prova di corruzione”
Il Tribunale del Riesame annulla i domiciliari per Scandurra: “quadro delle indagini confuso, patto corruttivo non dimostrato”
Il Tribunale del Riesame di Milano ha annullato la misura cautelare nei confronti dell’architetto Alessandro Scandurra, ex membro della Commissione paesaggio, coinvolto nella maxi inchiesta urbanistica. Per i giudici non c’è alcuna prova del presunto patto corruttivo con imprenditori immobiliari.
Le accuse della procura
Secondo la ricostruzione iniziale, Scandurra avrebbe ricevuto incarichi ben remunerati da sviluppatori immobiliari sfruttando la sua posizione all’interno della Commissione paesaggio, in grado di orientare pareri su progetti strategici. La procura aveva ipotizzato che la parcella professionale fosse il corrispettivo di favori all’interno della Commissione.
La posizione del Riesame
I giudici hanno bocciato questa interpretazione, definendola una “semplificazione argomentativa svilente”. Nelle motivazioni si legge che non esistono elementi concreti per dimostrare che gli incarichi ottenuti da Scandurra fossero legati al suo ruolo pubblico e non alla normale attività di libero professionista.
Il caso del Pirellino
Uno degli episodi più discussi riguarda il progetto di riqualificazione del Pirellino di via Melchiorre Gioia. La procura aveva contestato una fattura da 28mila euro emessa da Scandurra a Coima, definendola falsa. Il Riesame, invece, ha stabilito che il documento fosse regolare e riferito a prestazioni effettivamente svolte, sgretolando l’ipotesi accusatoria.
Abuso d’ufficio, ma il reato non esiste più
Il Riesame sottolinea come l’unico profilo ipotizzabile sarebbe stato l’abuso d’ufficio per mancata astensione, ma questo reato è stato abrogato nell’agosto 2024. Da qui la caduta delle misure restrittive.
Una vicenda ancora aperta
Restano altri filoni d’indagine nella complessa inchiesta che coinvolge oltre 70 indagati, tra cui il sindaco di Milano Giuseppe Sala. La Procura, intanto, ha già annunciato l’intenzione di ricorrere in Cassazione per ribaltare la decisione del Riesame.