Inchiesta urbanistica Milano: la Procura verso l’archiviazione per quattro indagati e stop al ricorso sul Pirellino
La Procura pronta ad archiviare quattro posizioni e rinuncia al ricorso sul caso Pirellino.
Nuovi sviluppi nell’indagine sulla gestione urbanistica di Milano. La Procura si prepara a chiedere l’archiviazione per quattro posizioni emerse nell’ambito della maxi inchiesta che la scorsa estate aveva portato a diversi arresti. Tra le persone coinvolte c’è Giampiero Benedetto Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr, inizialmente indagato con l’accusa di corruzione. La decisione riguarda anche gli architetti Antonio Citterio, Patricia Viel dello studio ACPV Architects e Paolo Facchini, legato alla società di progettazione Lombardini22.
Secondo un atto firmato dai magistrati Paolo Filippini, Mauro Clerici e Giordano Petruzzella, le posizioni dei quattro indagati sono state separate dal resto dell’indagine con l’obiettivo di chiudere il capitolo con una richiesta di archiviazione.
Il progetto Torre Futura al centro delle indagini iniziali
L’iscrizione di Schiavo nel registro degli indagati era legata al progetto immobiliare Torre Futura, un intervento edilizio previsto in via Calvino. Nell’impostazione accusatoria originaria si ipotizzavano compensi illeciti per circa 321 mila euro in relazione ai rapporti con Alessandro Scandurra, all’epoca componente della Commissione paesaggio del Comune.
Con il proseguire degli accertamenti, tuttavia, i magistrati hanno ritenuto che gli elementi raccolti non offrano prospettive di ulteriori sviluppi investigativi o processuali. A incidere sulla valutazione finale sarebbero state anche le memorie difensive presentate dai legali e alcune decisioni del Tribunale del Riesame di Milano e della Corte di Cassazione su altri capitoli della stessa indagine.
Il filone sul Pirellino: nessun ricorso in Cassazione
Parallelamente, la Procura ha deciso di non impugnare davanti alla Cassazione la decisione del Riesame che aveva respinto la richiesta di misure cautelari nei confronti dell’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi e dell’imprenditore Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima. I pm avevano ipotizzato per entrambi il reato di induzione indebita nell’ambito del progetto di riqualificazione del Pirellino, un filone dell’inchiesta in cui risulta indagato anche il sindaco Giuseppe Sala.
Dopo la decisione del Riesame, che aveva già fatto decadere le misure cautelari richieste, i magistrati hanno scelto di non proseguire il contenzioso davanti alla Suprema Corte. Una scelta motivata anche dal fatto che la Cassazione valuta esclusivamente aspetti di legittimità e non il merito dei fatti.
Il sequestro del cantiere di viale Papiniano
Nel frattempo proseguono altri sviluppi dell’inchiesta urbanistica milanese. Proprio nelle stesse ore il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto il sequestro preventivo del cantiere del progetto immobiliare in Viale Papiniano. Il collegio ha accolto il ricorso presentato dai pm Giovanna Cavalleri e Luisa Baima Bollone, ribaltando la precedente decisione del giudice per le indagini preliminari che non aveva convalidato il sequestro disposto d’urgenza dalla Procura nel novembre scorso.
In questo caso risultano indagati il costruttore e il direttore dei lavori con le accuse di abuso edilizio e lottizzazione abusiva. Secondo l’ipotesi investigativa, l’intervento edilizio sarebbe stato qualificato come ristrutturazione quando in realtà avrebbe dovuto essere considerato una nuova costruzione, richiedendo quindi un permesso di costruire e un piano attuativo invece della semplice Scia.