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Indagine sulla vendita di San Siro: pm segnalano chat e mail con pressioni e ‘interlocuzioni anomale’ tra Comune e club

La Procura di Milano ricostruisce la svolta nella vendita di San Siro: dalle chat tra Comune e club alla delibera condivisa

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La possibile vendita dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti sembra essere maturata solo dopo una serie di contatti riservati tra Comune di Milano e le società AC Milan e FC Internazionale. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Milano, che indaga su presunti reati di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e rivelazione di segreto. Fino alla metà del 2018, Palazzo Marino non aveva mai valutato l’alienazione dell’impianto, concentrandosi esclusivamente sulla concessione d’uso ai club.

La svolta arriva con le valutazioni alternative

Dall’estate 2018, la prospettiva cambia radicalmente. Una mail del 26 giugno del dirigente comunale Massimo Marzolla a Giancarlo Tancredi segna il momento chiave: il Comune riceve l’incarico di esplorare scenari alternativi, come la cessione del diritto di superficie o la vendita vera e propria. Secondo i pm, questo passaggio rappresenta l’avvio concreto della trattativa e del superamento della sola concessione d’uso.

Chat e mail che tracciano un allineamento pubblico-privato

Il cuore dell’indagine sono le comunicazioni interne: chat e mail dimostrano un’interlocuzione costante tra dirigenti comunali e rappresentanti dei club durante la stesura delle delibere. Il 7 novembre 2019, ad esempio, l’avvocata Ada Lucia De Cesaris chiede al direttore generale Christian Malangone: “La delibera?” e riceve risposta immediata: “La sto scrivendooo”. Il giorno successivo, la versione finale viene condivisa con i manager dell’Inter prima della notifica ufficiale.

La delibera “aggiustata” insieme ai club

Le chat mostrano anche un lavoro congiunto sui testi: i manager e i dirigenti pubblici discutono modifiche e approvano insieme le bozze della delibera. Questo allineamento, secondo i pm, rappresenta un elemento rilevante per l’inchiesta, in quanto indica un’interazione che va oltre i ruoli istituzionali, suggerendo una possibile collusione tra pubblico e privato.

Pressioni e incontri riservati

Alla vigilia di un passaggio cruciale del novembre 2021, emergono ulteriori messaggi che confermano un clima di discrezione e urgenza. Tancredi raccomanda: “Non fate troppa scena”, mentre De Cesaris assicura: “Saremo discretissime”. Nei giorni successivi, le chat continuano a documentare una corsa contro il tempo per chiudere la vendita entro l’estate, prima che scadano vincoli di durata. Gli inquirenti parlano di “interlocuzioni anomale” e di un possibile “paradigma collusivo”, in cui le distinzioni tra interessi pubblici e privati risultano confuse.

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