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Inferno a San Vittore, il carcere milanese sfiora il record di sovraffollamento d'Italia

Il rapporto di metà anno di Antigone colloca l'istituto al 223,6% di presenze: temperature record, servizi assenti e due suicidi in sei mesi

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Tra gli istituti penitenziari italiani più critici fotografati dal rapporto di metà anno 2026 di Antigone, San Vittore si conferma un caso emblematico. Il carcere milanese registra un tasso di affollamento del 223,6%, secondo soltanto al penitenziario di Lucca tra le strutture in cui i detenuti superano il doppio della capienza prevista: numeri che l'associazione definisce "altissimi, da far tremare i polsi".


Il problema del sovraffollamento a San Vittore si intreccia con l'emergenza caldo che, come denuncia Antigone, colpisce l'intero sistema carcerario italiano nei mesi estivi. "Nei mesi estivi, quando le temperature esterne superano i 40 gradi, le caratteristiche strutturali dei penitenziari italiani determinano un clima insostenibile all'interno delle sezioni detentive, reso ancora più intollerabile dal sovraffollamento estremo", si legge nel rapporto, che segnala la mancanza generalizzata di ventilatori e condizionatori. Anche le ore d'aria, fissate in quattro dall'articolo 10 dell'ordinamento penitenziario, diventano un problema nelle giornate più calde: "Si svolgono spesso nelle ore più calde della giornata, spingendo molti detenuti a rinunciarvi per non esporsi al sole e a rimanere in cella, aumentando così il tempo trascorso in spazi angusti".


La Lombardia tra le regioni con più detenuti rispetto ai posti disponibili


Il dato milanese si inserisce in un quadro regionale già di per sé allarmante. Al 28 luglio 2026 la Lombardia registrava un tasso di affollamento del 157,9%, tra le cinque Regioni italiane sopra la soglia del 150%, insieme a Puglia, al 180,4%, Molise, al 165,9%, Basilicata, al 162,5%, e Friuli Venezia Giulia, al 152%. A livello nazionale, le persone detenute negli istituti italiani erano complessivamente 64.741, a fronte di una capienza regolamentare di 51.220 posti, di cui solo 46.343 effettivamente disponibili, per un tasso medio nazionale che sfiora il 139%.


Due suicidi in sei mesi tra le mura di San Vittore


Il rapporto Antigone affronta anche il tema dei suicidi in carcere, fenomeno che ha interessato direttamente anche l'istituto milanese: tra gennaio e agosto 2026 a San Vittore si sono registrati due casi nell'arco di sei mesi. Un dato che si inserisce in un bilancio nazionale drammatico, con almeno 38 persone che si sono tolte la vita nelle carceri italiane tra l'inizio dell'anno e il 2 agosto, tra cui tre giovani donne, una delle quali di soli 21 anni. Su 38 vittime complessive, 19 erano di origine straniera, cinque provenienti dal Marocco e tre dall'Egitto, e i casi si sono verificati in 31 istituti diversi in tutto il Paese. "In tutti e sette gli Istituti con più casi si registra un tasso di sovraffollamento elevato", sottolinea Antigone, evidenziando il legame tra condizioni di detenzione e disagio psicologico.


Il calo delle misure alternative pesa anche su Milano


Tra le cause individuate da Antigone per spiegare il sovraffollamento, anche a Milano, figura la progressiva riduzione delle misure alternative alla detenzione, diminuite del 7% nel primo semestre del 2026. "Lo avevamo notato alla fine del 2025, e la tendenza si consolida nel corso del 2026", spiega l'associazione. Nella prima metà dello scorso anno erano state avviate oltre 21mila nuove misure alternative, tra affidamenti in prova al servizio sociale, detenzioni domiciliari e semilibertà: nello stesso periodo del 2026 questi numeri sono scesi a 19.812 misure complessive, con un calo del 7,9% per gli affidamenti in prova e del 4,2% per le detenzioni domiciliari, mentre le semilibertà restano sostanzialmente stabili. In diminuzione anche le messe alla prova, passate da circa 16.500 nel primo semestre del 2025 a poco più di 15.500 nello stesso periodo di quest'anno.


Il quadro nazionale su minori, donne e bambini in carcere


Il rapporto restituisce infine un quadro complessivo della popolazione detenuta in Italia. Al 30 giugno 2026 risultavano 572 giovani reclusi nei 20 Istituti penali per minorenni, dato in linea con l'anno precedente, mentre le donne detenute erano 2.891, pari al 4,5% del totale, a cui si aggiungevano 234 minori. A metà 2026 si contavano inoltre 30 bambini sotto i tre anni conviventi con le proprie 25 madri detenute, una realtà che Antigone continua a monitorare con particolare attenzione nell'ambito del proprio lavoro di osservazione sulle condizioni carcerarie italiane.



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