Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Infortuni sul lavoro in Lombardia, il conto sale a 6 miliardi: Milano prima per denunce, over 60 e under 20 le categorie più a rischio

Il terzo report di Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia fotografa 148 morti in dodici mesi e un aumento del 2,4% dei costi economici e sociali

Di –

Il costo economico e sociale degli infortuni sul lavoro in Lombardia ha raggiunto i 6 miliardi di euro nei dodici mesi compresi tra marzo 2025 e febbraio 2026, con un incremento del 2,4% rispetto al periodo precedente. È quanto emerge dal terzo report “Non sicurezza, quanto mi costi?”, presentato da Confcooperative Lavoro e Servizi Lombardia in occasione dell’Assemblea che ha eletto alla guida della federazione Nino Aiello, 58 anni, responsabile HR di CSA Mantova, realtà che conta oltre 1.500 soci lavoratori. Il neopresidente, in carica per il prossimo quadriennio, rappresenta 274 cooperative nel settore del facility management, per un totale di 39.000 soci, 12.271 occupati e un fatturato complessivo di circa 1 miliardo di euro.

Milano prima per denunce, Brescia e Lodi segnano gli incrementi più alti

In termini assoluti, la provincia di Milano si conferma quella con il maggior numero di infortuni denunciati nel periodo rilevato, con 36.784 casi, seguita da Brescia con 15.836 e Bergamo con 12.664. Sul fronte delle variazioni percentuali, gli incrementi più significativi si registrano a Brescia (+5,5%) e Lodi (+5,1%). Sul versante opposto, Mantova guida la classifica delle province virtuose con una riduzione del 3,9%, seguita da Cremona con un calo dell’1,7%.

Terziario e industria i comparti più esposti, istruzione e agricoltura in crescita allarmante

L’analisi per settore produttivo conferma il terziario come il comparto con il maggior numero di denunce (28.666), seguito dall’industriale (26.979). Sul fronte dei codici ATECO, il dato più preoccupante riguarda il settore dell’istruzione, che registra un incremento delle denunce del 14,52%, e quello dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, in crescita del 10,31%. Due comparti tradizionalmente distanti dalla percezione comune del rischio infortunistico, ma che i dati indicano come sempre più critici.

Chi è più a rischio: over 60 e under 20 le fasce con gli incrementi maggiori

Per fasce d’età, il numero assoluto più elevato di denunce si concentra tra i lavoratori di 50-59 anni (22.955 casi) e tra gli under 20 (21.866). Guardando però alle variazioni percentuali rispetto all’anno precedente, gli incrementi più significativi riguardano gli over 60 (+9,7%) e gli under 20 (+5,2%): due fasce agli antipodi dell’età lavorativa che condividono una vulnerabilità crescente e che richiedono interventi mirati di prevenzione e formazione.

148 morti in dodici mesi: il calo complessivo non cancella i picchi locali

Nel periodo rilevato si sono registrati 148 infortuni mortali in Lombardia, dato in calo del 13% rispetto all’annualità precedente. Un segnale positivo che tuttavia non cancella le criticità territoriali: Sondrio registra il picco più preoccupante con un incremento del 66%, mentre Milano – che detiene il numero assoluto più alto di morti con 45 casi – segna una crescita del 9%. Sul fronte opposto, Pavia si distingue con una riduzione del 68%, mentre Lecco e Mantova non registrano variazioni.

Il costo invisibile della non sicurezza: l’analisi di Confcooperative

Il report sottolinea come le aziende tendano a percepire la sicurezza sul lavoro come un costo senza considerare l’impatto ben più oneroso della sua assenza. Ai costi diretti, come la copertura delle assenze per malattia e la riduzione del reddito, si sommano quelli indiretti – interruzione delle attività, ricorso agli straordinari, assistenza alle famiglie – e quelli intangibili, legati al danno reputazionale e all’impatto psicologico sui lavoratori. “La sicurezza non può essere considerata un costo, ma un investimento imprescindibile per la tutela delle persone e la sostenibilità delle imprese”, ha dichiarato il neopresidente Aiello, indicando nella formazione, nell’innovazione e nella responsabilità condivisa i pilastri di una cultura della prevenzione da costruire nel lungo periodo.

Condividi questo articolo

Altre notizie