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La Città della Salute a Sesto San Giovanni aprirà nel 2029: in arrivo altri 722 milioni per il nuovo polo ospedaliero che ospiterà Besta e l'Istituto dei Tumori

Il secondo atto integrativo dell'Accordo di Programma è stato sottoscritto in cantiere da Regione Lombardia, Comune e dalle due fondazioni. Fine lavori fissata al 21 settembre 2029, collaudi entro marzo 2030

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Lo stanziamento complessivo per la Città della Salute e della Ricerca di Sesto San Giovanni sale a 722,6 milioni di euro. L'incremento, pari a 300 milioni, è previsto dal secondo atto integrativo dell'Accordo di Programma, firmato lunedì 21 settembre nella sede del cantiere sulle aree ex Falck dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal sindaco Roberto Di Stefano e dai presidenti delle due fondazioni destinate a insediarsi nel complesso: Marta Marsilio per l'Istituto Neurologico Carlo Besta e Gustavo Galmozzi per l'Istituto Nazionale dei Tumori. Hanno aderito all'atto Aria, l'Azienda regionale per l'innovazione e gli acquisti, e, in forma digitale, un delegato del Ministero della Salute.


Fissate le nuove scadenze 


L'aggiornamento riguarda il quadro tecnico economico dell'opera e il cronoprogramma, definito con delibera del 3 agosto scorso. Tre le scadenze indicate: la nuova stazione, i parcheggi e la viabilità entro il 12 ottobre 2027; le opere per l'accessibilità, da realizzare in tempi differiti rispetto all'entrata in esercizio, entro il 30 novembre 2027; la struttura ospedaliera vera e propria con fine lavori al 21 settembre 2029 e collaudi entro il 20 marzo 2030.


Numeri e dimensioni


Il polo si estende su circa 130mila metri quadrati e prevede circa 700 posti letto, 119 ambulatori, 42 laboratori, 19 sale operatorie e 10 sale di interventistica, oltre a un'area dedicata alla ricerca avanzata su neuroscienze e oncologia. Le previsioni di attività parlano di circa 24mila ricoveri l'anno e oltre un milione e mezzo fra esami e prestazioni ambulatoriali.


Fontana: "Il più grande intervento di rigenerazione urbana in Europa"


Il presidente della Regione ha definito l'opera "il più grande intervento di rigenerazione urbana in Europa", descrivendola come "una trasformazione profonda destinata a dare nuova vita a un'area strategica. Qui prende forma una vera città del futuro, concepita per unire cura, ricerca, formazione e innovazione". Sul piano sanitario ha sottolineato che Besta e Istituto dei Tumori "troveranno una sede moderna e tecnologicamente avanzata, potendo così rafforzare ulteriormente la qualità della loro attività". Un passaggio è dedicato all'ampliamento del perimetro dell'intervento: la scelta di affiancare un presidio con funzioni sanitarie generali, spiega Fontana, "amplia la portata strategica dell'intervento e consentirà di costruire un sistema ancora più integrato".


Alparone: "Investire per il futuro in salute, innovazione e ricerca"


Il vicepresidente Marco Alparone ha collocato il progetto nella stessa linea di un altro grande riuso di aree milanesi: "Lo abbiamo fatto con Mind nell'area ex Expo Milano 2015 e, a Sesto, con il grande progetto da 722 milioni di euro dimostriamo che la Lombardia sa guardare al futuro ma lo fa con una visione". Investire in salute, ha aggiunto, "vuol dire investire in innovazione, in ricerca, in progetti che hanno la capacità di vedere quali sono i bisogni di salute del futuro".


Di Stefano: "Dove c'erano le tute blu oggi nascono i camici bianchi"


Il sindaco di Sesto San Giovanni ha letto l'operazione nella chiave della storia industriale del territorio: "Stiamo trasformando l'orgoglio del nostro passato industriale nel motore del futuro sanitario e scientifico. Dove un tempo c'erano le tute blu della grande industria, oggi nascono i camici bianchi della scienza e della cura". Il polo, secondo Di Stefano, "genererà lavoro qualificato per tutto il territorio".


Non un trasloco, ma una riorganizzazione condivisa


"Non è solo un trasferimento", ha osservato Marta Marsilio, "ma ci pone la sfida di un nuovo modo di lavorare, condividere nuove modalità per fare ricerca. Ed è una sfida anche dal punto di vista organizzativo". Sulla stessa linea Gustavo Galmozzi: "Non sarà un mero trasloco ma un percorso organizzativo che condivideremo con il Besta", da affrontare "consapevoli dell'importanza del coinvolgimento dell'intera comunità dell'istituto". 


Cinque blocchi al posto del monoblocco


Il progetto porta la firma dello studio MCA di Mario Cucinella e si richiama al Metaprogetto dell'Ospedale del Futuro elaborato nel 2000 da Renzo Piano e Umberto Veronesi. L'impianto abbandona la tipologia dell'ospedale monoblocco a favore di cinque corpi principali, alternati a corti verdi, con ambulatori e reparti di degenza distribuiti secondo il percorso diagnostico e terapeutico del paziente. Sul ruolo della stazione appaltante è intervenuto Marco Ambrosini, presidente di Aria: opere di questa scala "richiedono molto più di una procedura di gara. Richiedono capacità di governo, competenze tecniche, visione e presidio costante".



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