La multinazionale Flint CPS Inks chiude lo stabilimento di Baranzate: 43 posti di lavoro a rischio
Sindacati proclamano sciopero il 6 marzo.
La direzione di Flint CPS Inks ha comunicato il 2 marzo l’avvio della procedura di chiusura dello stabilimento di Baranzate, coinvolgendo 43 lavoratori. Il gruppo, tra i principali fornitori mondiali di inchiostri per stampa, imballaggio ed etichettatura, giustifica la decisione con il calo strutturale del mercato, l’aumento dei costi operativi e la crescente concorrenza internazionale, soprattutto da produttori di India, Cina e Sud-est asiatico.
L’allarme dei sindacati
Secondo la Filctem CGIL di Milano, la chiusura rappresenta un grave colpo per il tessuto occupazionale e sociale del territorio. «Parliamo di lavoratori che hanno contribuito con professionalità e competenze alla crescita dello stabilimento, storicamente legato anche alla presenza Basf, e alla qualità delle produzioni», sottolineano i sindacati. La Filctem invita a un confronto urgente con l’azienda per valutare tutte le possibili alternative, come la ricollocazione del personale negli altri siti del gruppo a Cinisello Balsamo e Caronno Pertusella, con l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione.
Sciopero e presidio
In risposta all’annuncio, la Filctem CGIL ha proclamato una giornata di sciopero di otto ore con presidio davanti allo stabilimento venerdì 6 marzo 2026, dalle 10.00 alle 12.30. L’iniziativa chiede all’azienda responsabilità nella gestione della vertenza e tutela del lavoro e della dignità dei dipendenti coinvolti.
La Filctem seguirà con attenzione l’evoluzione della situazione, mantenendo lavoratrici e lavoratori costantemente informati e mettendo in campo tutte le azioni necessarie per proteggere l’occupazione e garantire il futuro del sito produttivo.