La notte nerazzurra che ha fermato Milano: 300mila tifosi e 4 ore di parata tra San Siro e il Duomo per celebrare il 21esimo scudetto dell’Inter
Quattro ore di parata, fuochi d’artificio sulle guglie della cattedrale e la coppa alzata dalla terrazza sul sagrato: il 21esimo titolo della storia interista si è celebrato con un dispiegamento di forze dell’ordine senza precedenti per gestire una folla da record.
Il pullman scoperto con a bordo la squadra di Cristian Chivu ha lasciato l’area di San Siro intorno alle 19.30 di domenica, al termine della partita contro il Verona, conclusa 1-1, che ha consegnato matematicamente il titolo. Da quel momento, il mezzo ha impiegato quasi quattro ore per percorrere gli otto chilometri che separano il Meazza da piazza Duomo, avanzando a passo d’uomo in mezzo a una massa compatta di tifosi che aveva occupato strade, marciapiedi, pensiline, spartitraffico e qualsiasi punto sopraelevato lungo il tragitto.
Le stime delle autorità parlano di oltre 300mila presenze distribuite lungo il percorso, con alcune valutazioni che si avvicinano a quota 400mila, cifre paragonabili alla festa della seconda stella del 2024. Durante la parata, i giocatori hanno risposto all’euforia della curva esponendo dal tetto del bus striscioni ironici indirizzati alle squadre rivali, consegnati loro dai tifosi lungo la strada.
La cerimonia al Meazza: il giro di campo e il tributo a Beccalossi
Prima della partita, San Siro aveva già vissuto momenti di intensità fuori dall’ordinario. Lautaro Martinez e compagni sono scesi in campo prima ancora del riscaldamento ufficiale per compiere il giro di campo con un maxi striscione recante il numero 21 – il ventunesimo scudetto della storia nerazzurra – celebrando contestualmente anche il recente trionfo in Coppa Italia.
La Curva Nord ha allestito una coreografia che ha colorato l’intero impianto, con la scritta “I ragazzi sono di nuovo campioni” accompagnata dall’acronimo FCIM che si è composto progressivamente. Sul secondo anello blu è apparsa la scritta “Double”, a sancire la doppietta stagionale. L’emozione ha lasciato spazio alla commozione con un minuto di silenzio dedicato a Evaristo Beccalossi, leggenda interista scomparsa nei giorni precedenti.
Piazza Duomo: l’arrivo, i fuochi d’artificio e la coppa sulla terrazza
L’epicentro della celebrazione è stato il centro storico. Gremita in ogni settore già ore prima dell’arrivo della squadra, piazza Duomo ha accolto il pullman con una sequenza di fuochi d’artificio che ha illuminato le guglie della cattedrale, mentre fumogeni e cori scandivano l’ingresso dei campioni sotto la Madonnina. Il mezzo ha faticato a farsi largo tra la folla per consentire ai giocatori di scendere in sicurezza. Il momento più atteso è arrivato quando la squadra e lo staff tecnico sono saliti sulla terrazza affacciata sulla piazza per mostrare la coppa e guidare i cori finali di una serata destinata a restare nella memoria collettiva della città.
Il piano sicurezza: metro chiuse, cordoni e interventi in corso d’opera
La gestione dell’ordine pubblico ha richiesto un dispositivo straordinario. Nel tardo pomeriggio sono state chiuse le fermate della metropolitana di Duomo e Cordusio, identificate come i punti più critici per concentrazione di persone. Polizia, carabinieri, polizia locale e reparti mobili hanno presidiato l’intero asse con camionette in testa e in coda al corteo e agenti a piedi per mantenere libero il corridoio centrale.
Le criticità più acute si sono registrate nelle fasi iniziali. In piazzale Lotto una ventina di vetture sono rimaste intrappolate nel percorso della parata, richiedendo un intervento rapido per liberare la carreggiata. Lungo via Monte Rosa e nelle vicinanze delle fermate metro, numerosi tifosi si sono arrampicati su pensiline e coperture esterne, con gli agenti motociclisti impegnati a riallineare continuamente la folla ai margini della sede stradale. Si sono registrati episodi minori legati all’uso di fumogeni, petardi e sostanze urticanti tra le prime file, senza conseguenze sanitarie rilevanti. Il monitoraggio delle autorità è proseguito fino a tarda notte, con attenzione particolare ai deflussi verso stazioni e arterie principali.