Legacoop Lombardia compie 140 anni: Milano prima città cooperativa d’Italia festeggia alla GAM con realtà aumentata e dossier storico
Centoquaranta anni fa, nell’ottobre 1886, in via Crocefisso a Milano nasceva la Lega nazionale delle cooperative. Prima dei partiti organizzati, prima dei sindacati strutturati, prima della Costituzione: una forma d’impresa che scelse di mettere le persone al centro dell’economia in un’epoca in cui nessuna norma lo imponeva. Legacoop Lombardia ha celebrato questo anniversario con un […]
Centoquaranta anni fa, nell’ottobre 1886, in via Crocefisso a Milano nasceva la Lega nazionale delle cooperative. Prima dei partiti organizzati, prima dei sindacati strutturati, prima della Costituzione: una forma d’impresa che scelse di mettere le persone al centro dell’economia in un’epoca in cui nessuna norma lo imponeva. Legacoop Lombardia ha celebrato questo anniversario con un evento alla GAM di Milano, accompagnato dalla presentazione di un dossier storico curato da Germano Maifreda, professore di Storia dell’economia all’Università degli Studi di Milano, e da una conferenza dello storico dell’arte Jacopo Veneziani intitolata “Il Quarto Stato. Arte, lavoro e dignità collettiva”, concepita appositamente per l’occasione.
Milano non fu una scelta casuale: il laboratorio cooperativo europeo
La centralità milanese nella nascita del movimento cooperativo non fu accidentale. La Lombardia di fine Ottocento stava attraversando una fase di rapida industrializzazione e affermazione del modello capitalistico, dentro la quale prese forma un denso tessuto di società di mutuo soccorso, cooperative di consumo, di produzione e lavoro, e istituti di credito popolare. Questo ecosistema si sviluppò in dialogo diretto con le esperienze cooperative inglesi, francesi e tedesche, inserendo Milano in una rete europea di innovazione sociale e democratica. Ancora oggi il capoluogo lombardo detiene la più alta densità cooperativa a livello nazionale, e la Lombardia ospita alcune delle cooperative più longeve d’Italia.
Un volume e la realtà aumentata per raccontare chi ha costruito la cooperazione
Per le celebrazioni, Legacoop Lombardia ha presentato un volume dedicato ai 140 anni del movimento, che ricostruisce principi, storia ed evoluzione della cooperazione italiana mettendo in luce il ruolo di Milano come crocevia culturale, sociale ed economico. Il libro si intreccia con “Corpi Cooperativi”, un progetto di realtà aumentata realizzato dalla cooperativa Bepart, che sovrappone memoria storica e contemporaneità attraverso immagini e contenuti multimediali. Il progetto mette in dialogo chi diede vita al movimento cooperativo con chi oggi, in Lombardia, lo abita e lo costruisce ogni giorno.
Dadda: “Rivendichiamo il valore politico dell’impresa cooperativa”
Il presidente di Legacoop Lombardia Attilio Dadda ha inquadrato l’anniversario non come ricorrenza celebrativa, ma come occasione per riaffermare la contemporaneità del modello cooperativo. “I 140 anni di Legacoop sono la dimostrazione che esiste un modo diverso di fare economia, capace di mettere al centro il lavoro, le persone e la collettività”, ha dichiarato, sottolineando come competitività e solidarietà non siano valori in contraddizione. Dadda ha anche richiamato la vocazione internazionale del movimento: “In un mondo attraversato da conflitti, tensioni economiche e nuove disuguaglianze globali, la cooperazione continua a costruire ponti, promuovere coesione sociale e affermare un’idea di sviluppo fondata sulla dignità del lavoro e sulla democrazia economica.”
Centoquaranta anni di trasformazioni, un’unica bussola
Dal congresso milanese del 1886 fino alle sfide del XXI secolo, il movimento cooperativo ha attraversato fasi economiche profondamente diverse, crisi e rinascite, mutamenti istituzionali e tecnologici, rinnovando strumenti e linguaggi senza abbandonare i principi fondativi: autosufficienza, auto-responsabilità, democrazia, eguaglianza, equità e solidarietà. In un presente segnato da nuove fragilità economiche e sociali, quei valori si ripropongono non come eredità museale, ma come strumenti concreti per costruire sviluppo condiviso e partecipazione democratica all’economia.