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L’Europa accelera verso la moda sostenibile: a Milano il confronto sul Digital Product Passport

Il 12 marzo a Milano imprese ed esperti a confronto

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La transizione del settore moda verso modelli più sostenibili entra in una fase decisiva. Il 12 marzo il GS1 Italy Innovation Center di Milano ospiterà l’incontro “ESPR Working Table: il Digital Product Passport per la transizione del settore moda”, un momento di confronto tra imprese, istituzioni ed esperti internazionali promosso da Ympact e dal Patto europeo per il clima Italia. L’obiettivo dell’iniziativa è accompagnare le aziende della filiera fashion verso l’adeguamento alle nuove regole europee in materia di sostenibilità, tracciabilità e gestione dei prodotti lungo tutto il loro ciclo di vita.

Lo spreco dei capi invenduti: un problema ambientale enorme

In Europa una quota compresa tra il 4% e il 9% dei prodotti tessili che restano invenduti viene distrutta prima ancora di arrivare ai consumatori. Una pratica che produce un impatto ambientale significativo: si stima che ogni anno generi circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di CO₂, un volume di gas serra paragonabile alle emissioni nette complessive della Svezia nel 2021. Per affrontare questo spreco, l’Unione europea ha introdotto il regolamento Ecodesign for Sustainable Products (ESPR), entrato in vigore nel 2024, che punta a rendere i prodotti più sostenibili, tracciabili e circolari.

Il Digital Product Passport al centro della trasformazione

Tra gli strumenti più innovativi previsti dalla strategia europea c’è il Digital Product Passport (DPP), destinato a diventare uno degli elementi chiave per garantire trasparenza e circolarità nel settore moda. Il passaporto digitale consentirà infatti di raccogliere e rendere accessibili informazioni affidabili su materiali, produzione, utilizzo e fine vita dei prodotti.

L’appuntamento di Milano si colloca in un momento cruciale del percorso normativo europeo. Entro il 31 marzo 2026 è prevista la pubblicazione degli standard tecnici che definiranno in modo operativo il funzionamento del Digital Product Passport a livello europeo.

Esperti internazionali a confronto con le imprese

Durante la sessione di lavoro interverranno alcuni tra i principali specialisti internazionali del settore, tra cui il coordinatore dell’Expert Working Group Textile del progetto CIRPASS-2, il presidente dell’United Nations Transparency Protocol Adoption Group e il team tecnico di GS1 Italy. Il confronto servirà a tradurre i nuovi requisiti normativi in strumenti concreti per le aziende, facilitando l’implementazione delle infrastrutture digitali necessarie per la gestione dei dati di prodotto.

Nuove regole UE: stop alla distruzione dell’invenduto dal 2026

Il calendario europeo per il settore moda è già definito. A partire da luglio 2026 entrerà in vigore il divieto di distruggere capi invenduti di abbigliamento e calzature, una misura pensata per ridurre gli sprechi e incentivare modelli di produzione e distribuzione più responsabili.

Secondo Martina Schiuma, EU Climate Pact Ambassador per l’Italia e Head of Global Strategy and Partnership di Ympact, il passaporto digitale rappresenta uno strumento decisivo per la trasformazione del comparto. “Il Digital Product Passport sarà fondamentale per sostenere la transizione circolare dell’industria della moda, perché permetterà di rendere disponibili dati affidabili lungo tutto il ciclo di vita del prodotto”, spiega Schiuma. “Con l’ESPR Working Table vogliamo creare uno spazio operativo in cui le imprese possano prepararsi concretamente alle nuove infrastrutture dati richieste dalle norme europee”.

Il ruolo del Patto europeo per il clima

L’iniziativa milanese si inserisce nel quadro delle attività promosse dall’EU Climate Pact, che mira a coinvolgere imprese e cittadini nel percorso di decarbonizzazione e trasformazione sostenibile dell’economia europea. Per il settore moda si tratta di una sfida strategica: innovare i processi produttivi, aumentare la trasparenza lungo la filiera e ridurre l’impatto ambientale sono ormai passaggi obbligati per restare competitivi in un mercato sempre più attento alla sostenibilità.

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