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Lombardia al vertice del riciclo elettronico: raccolte 68mila tonnellate nel 2025

Lombardia prima regione in Italia per raccolta RAEE

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La Lombardia si conferma anche nel 2025 la regione più virtuosa d’Italia nella raccolta dei rifiuti elettronici. I dati più recenti certificano un primato consolidato, con oltre 68mila tonnellate di RAEE domestici raccolti e un trend ancora in crescita rispetto all’anno precedente. Un risultato che premia un sistema diffuso e organizzato, capace di coinvolgere cittadini, enti locali e operatori lungo tutta la filiera del recupero.

A crescere non è solo il volume complessivo, ma anche il dato pro capite. In Lombardia ogni cittadino ha conferito mediamente quasi 7 chilogrammi di rifiuti elettronici, un valore superiore alla media italiana.

I territori più virtuosi

A trainare la classifica regionale sono alcune province che si distinguono per performance particolarmente elevate. Como e Cremona guidano per quantità raccolta per abitante, seguite da Sondrio, mentre anche realtà come Milano e Brescia si posizionano sopra la media nazionale. Al contrario, alcune aree restano ancora indietro, evidenziando margini di miglioramento nella diffusione delle buone pratiche.

Investimenti e strategie per l’economia circolare

Dietro questi risultati c’è anche una strategia precisa. La Regione ha investito risorse importanti per sostenere progetti legati all’economia circolare, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti e trasformarli in nuove risorse. L’attenzione si concentra in particolare sulle filiere tecnologiche più avanzate, dal recupero dei materiali critici fino alla riprogettazione dei prodotti per facilitarne il riutilizzo e la riparazione.

Dalla raccolta alla cultura del riciclo

Accanto agli investimenti, cresce anche il lavoro sulla sensibilizzazione. Campagne informative rivolte ai cittadini, soprattutto ai più giovani, puntano a diffondere comportamenti corretti e consapevoli. Il modello lombardo si rafforza così su tre pilastri: infrastrutture efficienti, innovazione industriale e partecipazione diffusa. Una combinazione che trasforma una sfida ambientale in un’opportunità concreta per il territorio e per l’economia.

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