Lombardia, la manifattura d’élite accelera: Milano traina le imprese “Controvento” che sfidano la crisi
Esiste un nucleo di aziende manifatturiere capaci di crescere e generare redditività anche quando l’economia rallenta, e in Lombardia questo gruppo si va consolidando di anno in anno. È la fotografia restituita dalla settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma con CRIF e CRIBIS. Lo studio segnala come non […]
Esiste un nucleo di aziende manifatturiere capaci di crescere e generare redditività anche quando l’economia rallenta, e in Lombardia questo gruppo si va consolidando di anno in anno. È la fotografia restituita dalla settima edizione dell’Osservatorio “Controvento: le aziende che guidano il Paese”, curato da Nomisma con CRIF e CRIBIS. Lo studio segnala come non si tratti di un episodio passeggero, bensì di una frattura ormai strutturale tra modelli produttivi che sanno trasformare i ricavi in margini e modelli che faticano a farlo.
Una minoranza che concentra il valore
A livello nazionale, l’analisi degli ultimi bilanci colloca nel gruppo “Controvento” il 7,4% delle imprese manifatturiere italiane: realtà che si distinguono per crescita dei ricavi, marginalità e capacità di produrre valore aggiunto. Pur essendo una quota ristretta, queste aziende pesano per il 10% dei ricavi complessivi del comparto (102,6 miliardi di euro), per il 24,9% dell’EBITDA e per il 16% del valore aggiunto dell’intera manifattura del Paese.
Il quadro lombardo: 1.633 imprese ad alte prestazioni
In una regione che conta quasi 23.000 imprese eleggibili, oltre 754.000 addetti, 309 miliardi di ricavi e 79 miliardi di valore aggiunto, l’eccellenza non appare come un’eccezione ma come un tratto fisiologico del sistema. Le aziende “Controvento” lombarde sono 1.633, pari al 7,1% dell’universo manifatturiero regionale, con circa 73.400 occupati. I loro ricavi ammontano a 33,3 miliardi di euro, ossia il 10,8% del totale regionale, un valore superiore alla media nazionale ferma al 10%.
Milano in testa, poi Bergamo e Brescia
Sul piano territoriale il primato spetta a Milano, con 437 imprese ad alte prestazioni, davanti a Bergamo (288) e Brescia (287). Seguono Monza (125), Varese (105), Lecco (85), Como (81), Cremona (61), Mantova (53), Pavia (41), Sondrio (36) e Lodi (34). Ma è soprattutto sul fronte dei ricavi che il capoluogo si stacca: con quasi 16,5 miliardi di euro, la sola provincia di Milano genera circa la metà del fatturato complessivo delle “Controvento” regionali. Un dato che riflette condizioni favorevoli “infrastrutture, capitale umano qualificato, connessioni ai mercati” ma che segnala anche una crescente polarizzazione interna alla regione. Più staccate Bergamo (4,8 miliardi), Brescia (circa 3) e Monza e Brianza (oltre 2,5).
Redditività concentrata nelle aziende più strutturate
Il contributo di queste imprese alla creazione di valore è sproporzionato rispetto al loro numero. L’EBITDA aggregato raggiunge 8,8 miliardi di euro, il 26,5% del totale manifatturiero regionale, mentre il valore aggiunto si attesta a 13,6 miliardi, pari al 17,4%. In altre parole, la manifattura lombarda più dinamica non si limita a crescere in dimensione, ma converte complessità produttiva e pressione competitiva in elevata redditività. A pesare è anche la scala: nel cluster regionale sono le grandi imprese a trainare, senza che la dimensione si traduca in rigidità. Anzi, secondo l’Osservatorio la maggiore struttura amplia lo spazio strategico, consente investimenti costanti e una migliore capacità di assorbire gli shock di mercato.
Un divario che si allarga nel tempo
Uno degli elementi più significativi riguarda la distanza di redditività tra imprese “Controvento” e le altre, che non solo resiste ma si amplia. Nell’arco degli ultimi cinque anni osservati, i ricavi medi delle eccellenze lombarde sono saliti da 11,5 a 20,4 milioni di euro, una crescita del 77% superiore alla media delle omologhe del Nord Italia. Il dato fotografa un processo di selezione competitiva ormai consolidato, in cui le aziende meglio posizionate rafforzano progressivamente il proprio vantaggio, mentre la capacità di estrarre valore resta appannaggio delle realtà più organizzate.
Elettronica e farmaceutico guidano per fatturato
L’analisi settoriale aggiunge un’ulteriore chiave di lettura. Il comparto delle apparecchiature elettroniche domina per ricavi, con oltre 5,8 miliardi di euro pari al 18% del totale delle “Controvento” lombarde, seguito dal farmaceutico (3,7 miliardi, l’11%), dal metallo (3,2) e dalla chimica (3,0). Il confronto con la distribuzione numerica è però rivelatore: per quantità di imprese prevale la metallurgia (441), davanti al machinery (216) e alla gomma-plastica (129). Lo scarto tra numerosità e capacità di generare valore conferma come, nel modello lombardo, il vantaggio competitivo dipenda sempre più dal contenuto tecnologico e dalla posizione lungo la catena del valore, piuttosto che dalla semplice diffusione produttiva.